Splendida raccolta di funghi Porcini Edulis. Era il mese di Settembre 2015 ed i Porcini abbondavano ovunque

E’ arrivata al capolinea la stagione 2016 dei funghi. Stagione deludente e sottotono?

Non si può dire che abbia brillato per abbondanza la stagione dei funghi appena conclusa. E’ iniziata tardissimo, sembrava non volesse decollare mai e, quando è partita lo ha fatto col piede sbagliato.

Una successione di eventi meteorologici tutti avversi. Le gelate tardive, alternate ad altrettante repentine ondate di caldo, anomalo per il periodo tardo invernale o primaverile, ma con gelate e nevicate che si sono attardate più del dovuto. Le grandinate che ripetutamente, tra la primavera e l’inzio dell’estate hanno spesso bloccato lo sviluppo dei miceli, raffreddati dai continui shock termici conseguenti agli accumuli di grandine ed ai repentini rialzi termici. L’estate, caratterizzata da vampate di caldo africano sempre più invedente ed anomalo per le nostre latitudini con, addirittura uno studio scientifico, di cui pubblicheremo presto un articolo, che certifica che il Tropico del Cancro, da alcuni anni a questa parte non è più parallelo all’equatore attorno al 23° ma fluttua tra Nord e Sud spingendosi addirittura fin verso il 41° parallelo di Napoli con punte estreme fino al 42° parallelo di Roma.

Le ondate di caldo africano sono una autentica rovina per i funghi. Seccano i suoli “cotti” dai roventi raggi solari, resi ancor più roventi dalle masse d’aria calda d’alta quota che, non filtrano più i raggi solari con aria fresca o fredda, come sarebbe normale, e seccano l’humus, rinsecchendo anche i miceli e le spore fungine. Il substrato in cui normalmente vegetano i miceli si indurisce e, in caso di grandinate o forti rovesci seguiti da repentini rialzi termici e vento favonico si cementa rendendo indisponibili le sostanze organiche che, non nutrendo più alberi e miceli generano carestie palpabili con l’assenza di determinate specie fungine e salute ridotta della vegetazione.

Se al caldo anomalo ci si aggiunge anche la maggior presenza di OZONO nei boschi, dovuta alla massiccia disponibillità di raggi UV, il disastro è servito.

Perchè non nascono porcini. Analisi di una stagione dei funghi davvero pessima
Perchè non nascono porcini. Analisi di una stagione dei funghi davvero pessima

Abbiamo diffusamente trattato queste infauste congiunture, tutte avverse alla nascita dei funghi in un lunghissimo articolo (Perchè non nascono funghi – clicca qua per leggerlo) ispirato da una interessante email inviataci da un nostro lettore (Fabio) che si domandava se fossero soltanto i cambiamenti climatici a determinare l’assenza di funghi nei nostri boschi.

Questo articolo è divenuto virale. Ne ha parlato La Stampa, La Repubblica, Varesenews ed altre testate minori locali.

Resta però il fatto che anche l’autunno non è andato meglio rispetto all’estate. Piccoli cenni di buttate di funghi. Tantissimi Finferli/Canterelli/Galletti subito dopo le prime piogge, grandi presenze di funghi commestibili minori tra cui, Russule, Trombette dei Morti (descritte in questa pagina), apparse con larghissimo anticipo sui soliti tempi, moltissimi Leccini e Boleti vari meno nobili rispetto al ricercatissimo Aereus, al più nobile Edulis ed allo sfizioso Pinicola ma, grande assente il RE dei funghi, il PORCINO tanto atteso ma poco diffuso.

PORCINI EDULIS
Una delle poche buone raccolte di funghi Porcini del 2016 nell’alto Piemonte

Il RE dei funghi non è stato così avaro di apparizioni nell’insieme della nostra penisola. Boletus Aereus buon protagonista





Ci sono state, tra l’estate e l’autunno, situazioni Meteo davvero congeniali in alcune aree della nostra penisola. Al Sud in particolar modo, le ondate di calore si sono alternate a grandi ed insolite piogge, fredde, ma non tanto quanto quelle del Nord. Tra Puglia, Basilicata e Calabria si sono registrate “buttate” di funghi degne delle più floride buttate del passato. Qua sono stati i Porcini Aereus (porcini di Quercia e Castagno) i più abbondanti ma, non sono mancati anche buoni brevi ritrovamentei di Edulis nei boschi di Faggio. Infine a fine autunno è stata la Sardegna la vera protagonista con abbondanti ritrovamenti, anche qua di Porcini Aereus (per intenderci quelli detti i “neri” con cappello di colore bruno scuro).

Fungo Leccino
Fungo Leccino

Una singolare curiosità legata alle ottime buttate di funghi al Sud. Ci hanno scritto alcuni nostri lettori dalla Puglia, inviandoci fotografie di funghi Leccini, mai visti prima da quelle parti. Ci domandavano se era normale trovare questa varietà di funghi là dove non si erano mai visti nel corso degli ultimi decenni e soprattutto ci chiedevano di confermare se davvero si trattava di Leccini. Questo a conferma delle stranezze climatiche che da decenni interessano la nostra penisola, climatologicamente parlando “ribaltata” con il Nord Italia più rovente rispetto al Sud, più spesso interessato d’estate da piogge e fresco.

Infelici le oasi fungine dell’Appennino Tosco-Romagnolo. Val di Taro-Cisa con pochissime nascite di funghi. Appennino Ligure-Piemontese ugualmente a secco. Le note località appenniniche di Sassello, Calizzano e Nava/Ormea/Ceva sono rimaste ferme al palo ad attendere le piogge e le relative nascite di funghi mai arrivati, o per lo meno non quanto ci si sarebbe aspettati.

Piccole e sporadiche buttatine tra Torinese, alto Biellese, Valsesia e Vco. Tra Varesotto, Lario e Sottoceneri qualche piccolo cenno di nascite in più e poi una o due brevi simpatiche buttate di funghi tra Valtellina ed Alpi Retiche ma, per quanto “simpatiche” non sono state poi così amichevoli e quindi così abbondanti e prolungate nel tempo. E’ andata meglio nel Triveneto ma per quanto la stagione sia stata discreta è stata comunque sottotono e di molto inferiore a quelle del passato.

Il resto d’Italia ha ugualmente sofferto le vampate di calore africano, in particolar modo la Val d’Aosta, la regione d’Italia che ha subito la peggiore siccità degli ultimi decenni. Tolte poche buone piogge cadute nelle valli del Lys e Valtournenche per il resto è piovuto poco o addirittura pochissimo se non nulla del tutto.

Insolito fenomeno nei boschi delle Alpi Occidentali. Che fine hanno fatto i Mirtilli e, perchè i boschi di Abete erano tutti gialli?
Insolito fenomeno nei boschi delle Alpi Occidentali. Che fine hanno fatto i Mirtilli e, perchè i boschi di Abete erano tutti gialli?

Qua la stagione dei funghi non è mai iniziata e, soprattutto nei boschi di Abete NON si è trovato un solo fungo Porcino.
Tra l’altro a dare una autentica mazzata ai boschi d’Abete Aostani e Piemontesi ci ha pensato pure un fungo patogeno che ciclicamente colpisce Rododendri ed Abeti rossi. Abbiamo descritto questo attacco fungino in questo articolo (che fine hanno fatto i mirtilli?, clicca qua per leggerlo) in cui abbiamo analizzato anche la singolare assenza di mirtilli nella maggior parte di boschi e prati delle Alpi Occidentali.

Nel primo caso si è trattato di un fenomeno ciclico, una autentica malattia che di tanto in tanto colpisce i boschi del solo Abete rosso e che interessa soprattutto i boschi di Piemonte, Val d’Aosta e Svizzera, nel secondo, per i mirtilli, si è trattato invece di una conseguenza climatica.

Per chi non conosce ancora il nostro sito www.trivero-italy.com e la sua relativa seguitissima pagina sui funghi, ricordiamo che durante la stagione abbiamo pubblicato mensilmente il riepilogo delle piogge cadute in Piemonte.

Pubblichiamo di seguito i link di alcune delle pagine più lette del nostro sito riguardanti i funghi.

VADEMECUM FUNGHI
Guida definitiva per diventare un perfetto Fungiatt, PRIMA PARTE
VADEMECUM FUNGHI 2
Guida definitiva per diventare un perfetto fungiatt, SECONDA PARTE
VADEMECUM FUNGHI 3
Guida definitiva per diventare un perfetto fungiatt, TERZA PARTE

Il VADEMECUM DEL PERFETTO FUNGIATT è la guida definitiva che svela trucchi e segreti per sapere cosa occorre fare nei boschi, come ci si comporta e cosa occorre fare per non trasgredire le leggi vigenti in materia di raccolta dei funghi, nonchè quali sono i trucchi più comuni per poter diventare abilissimi cercatori di funghi.

Guida alle norme e leggi che regolamentano la raccolta dei funghi in Piemonte
Guida alle norme e leggi che regolamentano la raccolta dei funghi in Piemonte

Tra le pagine più seguite in assoluto del nostro sito internet, la pagina sui costi, leggi e regolamenti che occorre conoscere per poter raccogliere funghi nel territorio della Regione Piemonte.

Quanto costa il tesserino, dove si può sottoscrivere il documento per la raccolta dei funghi e quali sono le Comunità o Unioni dei Comuni di montagna del Piemonte con relative informazioni.

Il prossimo passo, ora, sarà quello di pubblicare numerosi articoli di approfondimento scientifico sui funghi con anche schede sui funghi commestibili e relativo ambiente. Stay Tuned!

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