Galaverna e nebbia in Pianura Padana. Due fenomeni sempre più rari

Inverno meteorologico iniziato da 13 giorni ma del gelo vero sull’Italia c’è ben poca traccia. Ovvero, quando sull’Italia non c’erano gli Anticicloni Tropicali e in inverno si battevano i denti

In questo articolo rispondiamo alla email di un nostro lettore e per farlo, parleremo di Anticicloni, Smog, Geopotenziali, Forza di Corolis, Anticicloni Termici ed Anticicloni a caratteri Tropicali. Ovvero: concetti di Meteorologia e Fisica dell’Atmosfera spiegati con temini semplici, come direbbero gli inglesi, “for Dummies”, per negati, o meglio per lettori nuovi all’argomento.

Abbiamo pubblicato sul nostro sito web www.trivero-italy.com, nella home-page Meteo, un articolo riguardante l’ingombrante Anticiclone Afro-Europeo che quest’anno pare voglia fare la voce grossa tra Atlantico ed Europa Centro-Occidentale, contro un inverno rigido e d’altri tempi che sta interessanto Russia ed Asia Settentrionale.

Ho personalmente scritto di una apparente ed irresponsabile gioia da parte di chi, a fronte di giornate soleggiate con mite tepore, un po’ egoisticamente, guarda al proprio portafoglio tirando un sospiro di sollievo nel constatare che, un inverno mite, comporta minori spese di riscaldamento (la voce che in inverno pesa maggiormente sul nostro bilancio famigliare). Ho anche scritto del rovescio della medaglia, ovvero che spesso, la peristenza di Anticicloni invernali è contro-bilanciata da altrettanto ingombranti Depressioni o Correnti Oceaniche per buona parte dell’inzio dell’estate, seguite poi da repentine vampate di rovente calore africano che si protraggono almeno fino a Settembre/Ottobre, e che ci costringono a fare uso ed abuso di condizionatori d’aria che appesantiscono le nostre bollette energetiche, andando a render vano il risparmio ottenuto in inverno, a causa del maggior costo della corrente elettrica necessaria per far funzionare i condizionatori durante l’estate.

Ci ha scritto Daniele dal VCO che dice:

  • Ho letto sul tuo sito (www.trivero-italy.com/meteo) come, essendoci in inverno l’anticiclone, noi possiamo risparmiare riscaldamento, ma d’estate per rinfrescare le nostre case dobbiamo utilizzare più energia. Ebbene io non la vedo così o come quelli che pensano: “bene arriva l’anticiclone allora farà più caldo”, purtroppo se è verissimo che d’estate consumiamo e sprechiamo molta più energia rispetto al passato, non è vero che d’inverno sprechiamo meno energia, in quanto è verissimo che le temperature non sono più rigide come una volta ma anticiclone vuol dire aria molto mite per non dire calda in quota mentre sulle pianure ristagna quella terribile aria malsana inquinata e gelida caratteristica appunto degli anticicloni che in più porta parecchia umidità nei bassi strati insomma un mix che fa percepire davvero tanto freddo, quindi questo risparmio energetico non lo vedo, anzi considerando quanta energia viene sprecata d’estate penso che di risparmio non ve ne sia nemmeno l’ombra. In questi giorni ad esempio qui sul fondovalle Ossolano le persone si lamentano del freddo ovviamente non eccessivo ma comunque minime tra -3 e -5 con il 98 % dell’umidità non è proprio mite tepore però nessuno sa che è da giorni che a 2000 m le minime sono tra i 5 e i 7 gradi le massime fino a 10 gradi tutto questo è davvero importante e le persone si dovrebbero rendere conto che freddo sul fondovalle non significa freddo anche in quota e in questi giorni ne abbiamo la dimostrazione. (…)

Nel finale della sua dettagliata email, Daniele ci dice che, dal momento che i grandi centri abitati sono tutti al piano o nei fondovalle, i benefici dei caldi Anticicloni invernali vanno solo verso le località di collina o montagna.

In realtà quanto scritto da Daniele è tutto ineccepibile.

Una precisazione però… Daniele si riferisce ai normali Anticicloni invenali dei tempi che furono, e non a quegli ingombranti Anticicloni Africani, con Geopotenziali da piena estate che, purtroppo stanno diventando sempre più una realtà in una Europa Meridionale sempre più influenzata dai climi Tropicali, così come abbiamo scritto in questo articolo.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, val la pena di approfondire un momento la differenza tra i vari tipi di Anticicloni.

Lo faremo in questo articolo di imminente pubblicazione:

ANTICICLONI, CHE COSA SONO E PERCHE’ ALCUNI SONO CALDI MENTRE  INVECE ALTRI SONO FREDDI

Ad ogni modo, Daniele è concorde con il sottoscritto sul fatto che, se anche c’è del risparmio in inverno, questo viene compensato con il consumo smodato che si fa di corrente elettrica in estate.





LO SMOG

Un’altra precisazione. Daniele fa riferimento ad Anticicloni cosiddetti “normali”, quelli canonici degli inverni passati, quelli che in epoca di Riscaldamento Globale del Pianeta stanno diventando sempre più obsoleti e rari, quelli che negli anni della rivoluzione industriale, in particolar modo sin dal 1905, hanno dato origine alla parola inglese SMOG che è un insieme delle parole SM = Smoke e OG = Fog, ovvero smoke & fog, fumo e nebbia che provocano inquinamento, e che sono caratterizzati da inversioni termiche delle basse quote, ovvero contenute perchè portano una sorta di omotermia che vede colli e monti con temperature di poco sopra ai +5°C in pieno giorno ma freddo, nebbia, galaverna e gelo anche in pieno giorno al piano dove, di notte si dovrebbe poter scendere anche sotto i -10°C.

Parliamo di qualcosa che c’era e che non c’è più. Da anni, degli obsoleti Anticicloni Atlantici temperati non v’è più traccia sul nostro Continente. Quei noti Anticicloni Azzorriani che in estate mitigavano il caldo Continentale e che in inverno disseminavano nebbie fitte e compatte dalla Francia alla valle del Danubio, dall’Inghilterra al Tevere, stanno diventando una rarità assoluta.

Oggi anche lo smog si è evoluto, non più un mix di fumo e nebbia ma solo fumo e polveri sottili/particolato. L’assenza di nebbie (o le nebbie molto contenute), è dovuta al carattere Sub-Tropicale degli Anticicloni che, da qualunque area prendano origine (Oceano o Continente), finiscono sempre per assumere caratteristiche simil-Tropicali.

I GEOPONTENZIALI

Con in termine Geopotenziale, nella fisica dell’Atmosfera, si fa riferimento al lavoro (energia/forza) necessario a vincere la forza di gravità della Terra e spostare verso l’alta Atmosfera, ad una determinata altezza, una massa unitaria d’aria. In altre parole è il potenziale gravitazionale terrestre ad una data altezza. Risulta nullo, per convenzione, al livello del mare la cui altitudine è per definizione uguale a zero (wikipedia).

Inutile stare a spiegare dettagliatamente i meccanismi che regolano questi spostamenti verso l’alto delle masse unitarie d’aria perchè non sono di facilissima comprensione. Piuttosto va’ detto che i Geopotenziali sono strettamente correlati a quello che è uno degli effetti meccanici più noti della fisica dell’Atmosfera, ovvero la

Forza di Coriolis

Questa, nell’emisfero Nord vede le grandi masse d’aria ruotare in senso antiorario attorno ad un valore minimo di Geopotenziale/Depressione o Ciclone/Bassa Pressione ed in senso orario attorno ad un valore massimo di Geopotenziale/Anticiclone. La Forza di Coriolis o Effetto Coriolis, ha un ruolo di primaria importanza nelle dinamiche Atmosferiche e nella Meteorologia perchè influisce sulla forza dei venti, sulla formazione delle Depressioni/Tempeste oltre che sulla direzione delle Correnti Oceaniche.

La norma vuole che in presenza di valori alti di altezza Geopotenziale si abbiano condizioni Anticicloniche, anche dette di Alta Pressione. Con valori di altezza Geopotenziale bassi invece, che si abbia Bassa Pressione o Depressioni/Cicloni. Fanno però eccezione gli Anticicloni “termici” quale l’Anticiclone Russo-Siberiano o l’Anticiclone Groenlandese dove, pur in presenza di valori di Pressione Alta o persino molto Alta, le temperature sono estremamente basse, e si realizzano all’interno dell’intero Anticiclone, dalle alte quote fino al suolo, bilanciando l’altezza Geopotenziale verso valori relativamente bassi.

I Geopotenziali si misurano in “gpdam” e si rappresentano sulle mappe meteo con le “isoipse” come da immagine allegata in cui si può notare una lingua d’aria calda (in colore rosso vivo poi arancio scuro) che si allunga dall’Oceano al largo dell’Africa fin sull’Irlanda. Qua si misurano i valori di Geopotenziali massimi. La mappa tra l’altro si riferisce ad una previsione di valori di Geopotenziali per il giorno 18 Dicembre 2016.

Ecco una mappa meteorologica che indica i valori di Geopotenziale che si potrebbero misure domenica 18 Dicembre 2016, all’altezza Geopotenziale di 500 hpa, ovvero circa 5500 mt. Si notino i colori rosso vivo in Oceano e comunque i colori arancio scuro che si portano fin sul Nord Italia, dove si va espandendo un Anticiclone Oceanico dai connotati Tropicali. I colori verdi interessano soltanto la Russia Orientale, Scandinavia Settentrionale e la Saccatura Artica Islandese dove i colori spaziano dall’azzurro al blu-fucsia-rosa ad indicare valori di Geopotenziale bassissimi

Il valore medio di altezza Geopotenziale è compreso tra i 555 ed i 558 gpdam. Ad di sotto dei 552 gpdam si può parlare di valore basso, sotto i 528, di valore molto basso e sotto i 510, di valore estremamente basso (il valore minimo assoluto è di 476 gpdam). Tra i 564 ed i 570 si può palare di valori alti, tra i 580 ed i 588 di valori molto alti, oltre i 588 di valori altissimi (il valore massimo è di 600 gpdam).

In pratica, prendendo in esame le masse d’aria che circolano all’altezza Geopotenziale media dei 500 hpa (all’incirca 5500 mt), un Geopotenziale alto comporta che la forza necessaria a vincere la forza di gravità e far spostare verso l’alto una determinata massa d’aria, abbia valore oltre i 560 gpdam e fino ai 600 quindi con Geopotenziale estremamente alto. Più è alto il valore di Geopotenziale e tanto più mite/calda sarà l’aria presente in quota. Aria calda in quota significa anche masse d’aria più stabili, non vorticose ed esenti da formazioni nuvolose, salvo fatte le eccezioni per gli Uragani che, hanno un cuore caldo in quota, anzichè freddo. Le isoterme, in presenza di Geopotenziali alti variano dai -15 ai -10°C a 5500 mt. Con valori di Geopotenziale massimi ed oltre i 595 gpdam l’isoterma degli 0°C può valicare la soglia dei 5000 mt con zero termico ben oltre i Monti Bianco, Rosa, Cervino e Paradiso.

Le normali Depressioni anche dette Basse Pressioni o Cicloni extra tropicali delle nostre Latitudini hanno un cuore freddo o persino gelido ed i livelli di Geopotenziale bassissimi spesso sono accompagnati da isoterme attorno a -30 ma in inverno anche -50°C a 5000 mt circa.

I valori bassi di Geopotenziale sono rappresentati sulle carte meteorologiche, alla quota dei 500 hpa, con i colori che vanno dal verde all’azzurro, blu, violetto, rosa e fucsia scuro-bruno. I valori alti invece sono rappresentati con i colori che vanno dall’arancio chiaro a quello scuro, rosso ed infine rosso mattone scuro. Il giallo è il colore che rappresenta i valori medi/neutri.

Da quando è iniziato il Riscaldamento Globale del Pianeta, durante l’intero arco dell’anno, assistiamo con sempre maggior frequenza ed insistenza, alla formazione di Anticicloni a cuore molto caldo. Si tratta di Anticicloni cosiddetti “dinamici“, in rapida espansione e spostamento, quindi non stazionari (al contrario di quelli termici che sono semi-stazionari o del tutto stazionari).

Anticicloni, questi dinamici, che pompano aria molto calda dalle Latitudini Tropicali verso quelle Temperate facendo assumere agli Anticicloni delle fasce Temperate carattere non più Sub-Tropicale ma addirittura Tropicale. Sbrigativamente li definiamo Anticicloni Africani ma in realtà non sempre si tratta di Anticicloni realmente Africani. Ormai anche lo stesso Anticiclone Temperato Atlantico non ha più le sue caratteristiche Oceaniche di un tempo. Il famoso Anticiclone delle Azzorre, detto così perchè semi-permanente attorno all’omonimo Arcipelago, da anni a questa parte, risucchia masse d’aria secca ex Equatoriale ed ancora tipicamente Tropicale dal Brasile, dall’Atlantico Equatoriale/Tropicale e dal Nord Africa.

Ecco come la permanenza delle Hot Blob ha ridotto un bosco fluviale sulle rive del fiume Sesia durante il mese di Luglio del 2015. Le Robinie-Acacie hanno perso le foglie precocemente, l’erba è seccata ed i cespugli del sottobosco sono seccati a causa dell’eccessiva siccità dell’aria

Le cosiddette “Hot Blob“, in italiano “Bolle Calde Africane” ormai sono diventate norma e regola perchè, le aumentate temperature globali del Pianeta, favoriscono una maggior e più completa distribuzione verso Nord delle masse d’aria che sulla verticale dell’Equatore risalgono verso l’alto perdendo umidità sottoforma di piogge torrenziali Equatoriali, spostandosi poi verso Nord, e deviate dalla forza di Coriolis verso l’Oceano, e con moto orario, sospinte verso Nord fino a Latitudini un tempo impensabili, sub-artiche o persino Artiche (Islanda e Groenlandia), per poi portarsi dall’Oceano verso il cuore dell’Europa da Ovest verso Est.

Il fiume Sesia ridotto ad un rigagnolo o fiumara dalle Bolle calde Africane. E’ accaduto spesso durante gli anni 2000. Nel 2011 una pesante siccità, sommata agli smodati prelievi agricoli-industriali o civili ha ridotto il fiume Sesia ad un rigagnolo pieno di alghe, stessa cosa nel 2015 e pure nell’agosto/settembre 2016

Questi Anticicloni con caratteristiche Tropicali è vero (come scriveva Daniele) sono, sbrigativamente, caratterizzati da aria calda in quota ma, va’ detto che, avendo spiccate caratteristiche Tropicali, hanno il pregio o difetto di dissipare aria secca dalle alte quote verso il suolo con effetto adiabatico verticale (ulteriore perdita di umidità e riscaldamento favonico), anzichè in maniera progressivamente obliqua come sarebbe più normale che fosse.

Sebbene l’aria calda sia più leggera (presente in quota) rispetto all’aria fredda (nei bassi strati Atmosferici), un Anticiclone a caratteri Tropicali, può dispensare aria secca e comunque calda anche negli strati possimi al suolo. Succede così che in estate, in presenza di Anticiclone Africano, Azzorriano o Europeo (ma con caratteristiche ugualmente Tropicali) si realizzino temperature roventi dalla Penisola Iberica alla Gran Bretagna e Baltico, fin dove la caratteristica Tropicale dell’Anticiclone provoca riversamento/dissipazione di aria secca/calda dalle alte quote verso il suolo con effetto adiabatico verticale sommato ai roventi raggi solari, non mitigati da aria fredda in quota, perché assente.

Le scorse settimane, tutte le App Meteo dei nostri smartphone, ed alcuni siti web specializzati in Meteo Computerizzato, indicavano con insistenza nebbia fitta al piano e freddo anche diurno. Nebbie che non si sono avute (se non lungo il Po-Tanaro) in Piemonte, ma presenti solo attorno ad Alessandria ed in Lombardia, queste interessate più marginalmente dalle Hot Blob Africane dirette principalmente verso Penisola Iberica-Francia e Mittle Europa.

I Geopotenziali molto elevati delle Hot Blob con valori oltre i 580 gpdam, non venivano presi in considerazione dalle stesse App che tenevano conto soltanto degli elevati valori di Pressione, oltre i 1030 hpa. Le Hot Blob, per quanto non centrate sul Piemonte, erano comunque in grado di riversare aria, se non calda, quantomeno molto secca fino al suolo, ragion per cui NON vi era presenza di nebbia su quasi tutto il Piemonte.

Daniele diceva nella sua email che, nel fondovalle Ossolano si registravano valori minimi notturni di -3/-5°C che con il valore di 98% di umidità realtiva dell’aria, favorito dall’evaporazione del Lago Maggiore e locali torrenti intrappolata nelle vallate, faceva percepire comunque una sensazione di freddo tanto da far dire ai suoi concittadini che fa freddo.

Se vogliamo, possiamo pure aggiungere che in Lombardia, dove i Geopotenziali erano più bassi e le nebbie più permanenti, anche durante le ore diurne, si sono avute temperature massime diurne di +2/4°C che, con l’umidità della nebbia, hanno fatto percepire un freddo pungente.

In realtà per freddo intenso/pungente, FREDDO VERO si intende ben altro.

Le banche dati meteorologiche per fortuna ci vengono in aiuto quando siamo in affanno o in confusione con i nostri labili ricordi o con la nostra giovane età che non ci supporta con i ricordi di quelli che erano gli inverni tipici del Nord Italia, ovvero gli inverni Continentali Sub-Alpini di un tempo.

Quando non c’erano gli Anticicloni Tropicali…

Quando non c’erano le Hot Blob, in inverno faceva freddo sul serio. Sin dai primi di Novembre nel Nord Italia si pestava la neve, già anche al piano. Di notte le temperature scendevano sistematicamente sotto i -5°C con punte frequenti a -10/-15°C già a Dicembre. Le “giornate di ghiaccio”, (cosi dette perchè la temperatura rimaneva al di sotto dello zero pure durante le ore calde del giorno), si susseguivano da Dicembre a Febbraio. Quest’anno le giornate di ghiaccio risultano completamente assenti da pianura, valli e colline. Sono state 2, in alcune aree 3, in tutto, da Novembre, in medio-alta montagna. Più numerose, ma non molte di più oltre i 2500 mt (Sigh!)(?)

Certo la gente di strada percepisce comunque sensazione di freddo e riscalda le abitazioni anche durante questi periodi insolitamente miti in collina e montagna, e più freschi al piano, ma vuoi mettere riscaldare una casa quando fuori ci sono +2/+5°C in pieno giorno, quando va’ male o +8/14°C quando va’ bene come in collina, o quando fuori ci sono 0° o anche -2/-3°C anche nel mezzo del pomeriggio? Per non parlare della notte quando fuori ci sono -3/-5°C o -10-15?

Giusto per citare un dato statistico interessante, nel condominio in cui abito, dalla prima accensione dell’impianto di riscaldamento ad oggi, abbiamo consumato 2.000 litri di carburante in meno rispetto allo scorso anno… E’ tutto dire sul freddo che sta facendo quest’anno.

Da inizio mese, sono state almeno 10 su 14 le giornate in cui in collina si sono avute temperature massime pari o superiori ai +12°C con massime fino a +16°C pochi giorni fa. Dal Novarese al Cuneese si sono avute temperature massime prossime ai +10/12°C persino in alta Pianura.

Lunedì 12 Dicembre, i +16°C si sono registrati a Cuneo, i +15/16°C si sono toccati ad Omegna/Lago d’orta, Cellio (Valsesia collinare) ma anche a Pettinengo (biellese collinare) ed i 14/15°C si sono toccati pure a Graglia, Meugliano, Andrate, Traversella. In queste località all’effetto adiabatico verticale si è sommato pure l’effetto adiabatico favonico alpino. Un mix assolutamente impensabile alle nostre Latitudini nel passato precedente al 1981, l’anno dei venti invernali tempestosi con le Alpi cispadane o cisalpine che dir si voglia, rimaste senza neve per tutta la durata dell’inverno.

Va’ da se’ che se un Anticiclone a carattere Tropicale porti caldo, o comunque mite tepore in inverno, figuriamoci che cosa potrebbe fare in estate! Da qua la mia affermazione che, se in inverno ci può essere un minimo risparmio energetico (non certo eccessivo, perchè al di sotto di +12°C esterni, in casa è comunque sempre necessario ugualmente riscaldare), questo blando risparmio verrà fagocitato dall’estremo consumo energetico necessario per far funzionare i condizionatori d’aria in estate.

Un’ultima considerazione… L’uomo di strada si può anche lamentare perchè percepisce comunque freddo (pur in queste condizioni climatiche non particolarmente serie) ma, chi ha vissuto gli anni ’50, ’60 e pure i ’70 saprà benissimo che, con il freddo di quegli anni (che poi era lo stesso degli anni anteguerra, eccezion fatta per i caldissimi anni ’20/’30), una stufa a pellet avrebbe fatto battere i denti in casa pur facendola funzionare al massimo della sua potenza.

Se oggi le stufe a pellet stanno spiazzando stufe a legna o metano è proprio grazie al Riscaldamento Globale del Pianeta ed all’allargamento della fascia Tropicale Climatica fin sul 41°C Parallelo di Napoli (ne abbiamo parlato in questo articolo).

Se oggi sul Nord Italia ci fosse ancora il clima tipico descritto nei manuali di Geografia o Meteorologia, (ovvero quello che c’è sempre stato in passato) probabilmente ci vorrebbero almeno 2 o persino 3 stufe a pellet per poter scaldare adeguatamente un grande appartamento, anche al piano.