Torna il gelo, natura in ginocchio

    Il gelo tardivo di Aprile mette in ginocchio l'agricoltura in Piemonte. Piante da frutto, selvatiche o da fiore con foglie accartocciate ed annerito dopo 2 gelate notturne fino a -4°C anche al piano

    0
    281
    foto: Francesco Gallarotti

    Dopo l’anomala siccità ecco le gelate tardive. In Piemonte la vegetazione muore sotto il gelo notturno, minime fino a -4°C al piano

    METEO & RISCALDAMENTO GLOBALE
    GELO ARTICO E DANNI ALLA NATURA

    C’era chi affermava che faceva già troppo caldo perchè potesse tornare a far freddo ma, puntualmente è stato smentito.

    Il clima del Nord Italia della seconda decade di Aprile non è ancora un clima da primavera avanzata e tantomeno un clima quasi estivo, di questo va preso atto. Il Riscaldamento Globale del Pianeta ci può illudere, ci può far sperare, ci manda in confusione e poi, all’improvviso ecco il colpo di grazia!

    E’ quanto è successo in questi giorni.
    La prima decade di Aprile sembrava più l’ultima di Maggio o la prima di Giugno, piuttosto che non una decade ancora soggetta a freddo e gelo come da norma.

    Temperature ben oltre i 20°C con punte anche attorno ai 25, ci avevano illusi ma soprattutto avevano illuso la natura che, in fretta e furia non aveva perso tempo a far ingrossare le gemme, sia fiorifere che fogliari.

    Con il ritorno puntuale del freddo, qualcuno ha pure azzardato dire che se ci fosse davvero il Riscaldamento Globale del Pianeta oggi non farebbe così freddo e le temperature minime notturne non sarebbero scese così tanto al di sotto dello zero. Errore. Il Riscaldamento Globale è anche questo. Il Caos Meteorologico. Alternanze di avvezioni molto calde ed avvezioni molto fredde che, anzichè fondersi tra di loro e mediarsi, dando origine a masse d’aria neutra, non troppo calda e non troppo fredda, si plasmano dividendosi in piccoli nuclei d’aria calda circondati da aria fredda o viceversa. Queste masse si scontrano, si respingono, si ravvicinano ma tendono a non fondersi affatto.

    Quando a prevalere sono le masse calde, ecco le avvezioni Africane del tipo di quella che ci ha interessato nella prima decade di Aprile. Quando a prevalere sono le pulsazioni fredde, allora ecco che le avvezioni fredde ci riportano temporanei e repentini ritorni a quelle che, almeno in linea teorica, avrebbero dovuto essere condizioni climatiche normali per il periodo.

    Se noi umani abbiamo imparato a difenderci dal caldo e dal freddo, lo stesso non riesce a fare la natura che, al contrario, subisce inerme le rispettive avvezioni calde o fredde tanto da subirne tutti i relativi danni.

    Mercoledì 19 e Giovedì 20 Aprile 2017, dopo una decade siccitosa al punto da veder seccare le prime erbette nate grazie ai primi caldi precoci, ecco il vento da Nord Est, gelido e secchissimo, tanto da far crollare i tassi relativi di umidità dell’aria, su valori attorno al 10/15%.

    Erbe seccate dal sole cocente di inizio Aprile e dai suoli secchissimi

    In Piemonte il vento secco ha dato il colpo di grazia a tutti i suoli sabbiosi che a fatica trattengono l’acqua provocando moria di erbe, come fosse pieno Agosto quando l’erba secca per il troppo caldo e secco. Le temperature sono crollate in caduta libera. Le minime notturne sono scese fino a -3°C e fino a -4°C, anche al piano, Giovedì.

    Le piante più fragili hanno visto il fogliame ed i frutti morire in un batti baleno.

    Noci, Robinie/Acacie, Frassini tra gli alberi che hanno visto gran parte del fogliame e dei fiori o frutti compromessi dal gelo.

    Foglie ed infiorescenze d’Acacia-Robinia accartocciate dal gelo. Queste piante quest’anno NON produrranno miele

    Tra gli alberi da frutto, i Fichi, Kiwi, Uva sono le specie che hanno patito maggiormente con accartocciamento delle foglie morenti. Anche tra gli alberi da fiore vi sono state piante che nel giro di una notte sono passate da un tenero verde tenue e rosa intenso ad un bruno cupo. Le Magnolie a foglia caduca. Hanno subito più di tutte il gelo annerendosi seduta stante e perdendo tutto il proprio splendore. Persino i Glicini e le Ortensie sono morti nei posti più esposti al gelo così come altri alberi da frutto e ortaggi messi a dimora con protezioni inadeguate.

    Foglie di noce accartocciate e morte dopo una sola notte di gelo in Piemonte

    L’unica perdita che non ha destato preoccupazione è quella del Poligono del Giappone,

    Foglie di Poligono del Giappone accartocciate dal gelo

    quella ingombrante ed invadente pianta cespugliosa che infesta i letti di fiumi, torrenti e ruscelli e che puntualmente invade le carreggiate delle strade al piano. Una pianta non autoctona, originaria del Giappone che teme i freddi precoci ma che ha una capacità enorme di rigenerarsi dai polloni che più difficilmente gelano, salvo persistenza di gelo per più giorni e/o neve o pioggia che ghiaccia.

    Il gelo in Piemonte è giunto fino al piano uniformemente. Mercoledì mattina ad Albano Vercellese la minima è scesa a -2°C, Giovedì a -2.3°C. Più freddo a Masserano nel Biellese pianeggiante con minima di -3.1 Mercoledì e -3.8° Giovedì. Nel Torinese Settentrionale Verolengo Mercoledì ha toccato i -3.1 e Giovedì i -3.2°C. Nell’Alessandrino il gelo è stato intenso in Appennino a cavallo col Savonese, Calizzano, Settepani, Mallare, Osiglia, Bergalli, Sassello, tutte località che hanno toccato dai -2.5 ai -5.6°C però anche Alessandria ha sperimentato il gelo con -1.9°C Mercoledì e -2.3 Giovedì. Asti e Torino hanno toccato i -3.2 a Castell’Alfero di Asti ed a Caluso-TO Giovedì mattina. -3.6 a S. Damiano Borbore-AT, -3.0 a Montichiaro d’Asti ma, -2°C si sono toccati anche nel capoluogo Asti e +0.9°C in centro città a Torino. Baldissero d’Alba-CN ha toccato i -3.2 ed i -3.6 Ceva. Naturalmente in montagna le minime sono scese a livelli ben inferiori ma lassù la natura, per fortuna era ancora timidamente quescente in attesa del risveglio precoce.

    Di seguito altre immagini delle conseguenze del gelo sulle piante del Piemonte.