Zecche dei boschi. Come difendersi

Le zecche. Attaccano indistintamente animali o uomo, e possono esser particolarmente pericolose perchè spesso sono vettori di malattie infettive.

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zecca molle in piena azione con rostro infilato nella pelle e già gonfia di sangue

Primavera/Estate tempo di zecche.
Colpiscono anche l’uomo e possono provocare fastidiose malattie

COSA SONO LE ZECCHE/IXODIDA E COME DIFENDERSI

Sono minuscoli insetti appartenenti alla famiglia degli ACARI e sono note a tutti i cercatori di funghi perchè, molto spesso, sono il rovescio della medaglia di un buon raccolto di funghi e l’optional indesiderato che non vorresti portarti a casa.

Bozzo provocato dalla puntura di una zecca

Si appostano nei boschi lungo i sentieri. Si adagiano su ciuffi d’erba o addirittura sulle punte di erbe e piantine sporgenti in attesa che passi un “buon bocconcino”, un “buon pasto da succhiare”, un buon essere vivente che gli dia un ricovero e tanto buon sangue caldo.

Le zecche attaccano indistintamente animali o uomo, e possono esser particolarmente pericolose perchè spesso sono vettori di malattie infettive.

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Prima del pasto, ovvero prima di aver infilato il proprio rostro all’interno della nostra pelle, risultano piccolissime, non più di 1-2 millimetri ma, una volta completato il proprio pasto, possono raggiungere anche 1-2 centimetri diventando così ben visibili anche ad occhio nudo.

Le zecche sono normalmente di colore scuro, nero, ma più in generale hanno un colore grigio/grigio-scuro. La zecca dura ha colore bruno-rossiccio con macchia bianca sul dorso vicino alla testa, mentre quella molle è di colore beige scuro/marroncino tendente al grigio con una macchia scura sul dorso vicino alla testa.

La zecca molle è la più pericolosa perchè, durante il tentativo di estrazione dalla pelle potrebbe rompersi e riversare rigurgiti di siero potenzialmente infetto o ricco di agenti patogeni.

RISCHIO DI INFEZIONI

E’ solitamente alto ma non necessariamente presente. Non sempre le zecche sono infette o infettive. Molto più spesso di quel che si pensi, le zecche sono inoffensive, provocano il normale prurito che potrebbe provocare la puntura di altri insetti o al più gran prurito e fastidi vari che non è detto che culminimo con una malattia infettiva.

Nei casi più sfortunati, ma anche abbastanza rari, si può contrarre una Piroplasmosi o Babesiosi (molto rara); la Rickettsiosi o febbre bottonosa che provoca evidentemente febbre, mal di testa ed eruzioni cutanee; la malattia di Lyme o morbo di Lyme (molto pericolosa) ed altre febbri o encefalee.

Alone rosso a “bersaglio” o “eritema migrante” che annuncia la presenza dela malattia di Lyme a seguito di puntura di zecca infetta

La malattia di Lyme è una sindrome infettiva (la più comune) che può avere un decorso pericoloso se non curata adeguatamente. Si annuncia giorni dopo la puntura (fino a 30/40 giorni) con la comparsa di un alone rosso a “bersaglio” detto “eritema migrante” viene immediatamente seguito dalla comparsa di acuti mal di testa, febbri, artriti acute ed altri sintomi di tipo neurologici che, se trascurati e non curati, potrebbero avere un decorso molto pericoloso per la salute e la sopravvivenza.

Non sempre è necessario correre al pronto soccorso dopo esser stati punti dalle zecche, così come non sempre è necessario far uso di antibiotici. La puntura di una zecca non infetta alla fine è paragonabile o persino meno dolorosa della puntura di una zanzara, certamente molto meno dolorosa di quella di un tafano. Se, dopo esser stati punti, ed aver estratto senza problemi la zecca con tutto il suo rostro, il prurito passa immediatamente, può bastare spalmare la zona colpita con una pomata a base di cortisone normalmente utilizzata per le generiche punture di insetti. Diversamente, se il bozzo provocato dalla zecca si espande, se subentrano mal di testa o febbriciattole, se nel corso dei giorni si forma l’eritema migrante (alone rosso) allora in tal caso occorre correre dal proprio medico di famiglia che eventualmente ci indirizzerà al pronto soccorso nei casi ritenuti più gravi.

COS’E’ IL ROSTRO E COME ESTRARRE UNA ZECCA

Il rostro è il pungiglione della zecca. E’ ovviamente appuntito, è un po’ elicoidale e ricorda, in piccolo un cavaturaccioli.

Se la zecca ha già infilato il suo rostro dentro alla pelle, avrà già iniziato il suo delizioso pasto a base del nostro sangue. In questo caso occorrerà prestare una maggior attenzione all’estrazione della zecca perchè, essendo così gonfia, potrebbe esplodere se pinzata in maniera inopportuna, riversando sulla pelle tutti i suoi liquidi potenzialmente infetti e dannosi.

zecca dura dal colore bruno-rossiccio

In farmacia vi sono in vendita apposite pinzette da zecca. Con queste si pinza la zecca, la si fa ruotare in senso antiorario, ed una volta estratto anche il rostro, ci si è finalmente liberati dall’indesiderato ospite. Se il rostro si spezza e rimane infilato nella pelle, è bene asportarlo immediatamente, con un ago sterilizzato, onde evitare che possa provocare infezioni a seguito della permanenza.

E’ sconsigliato usare disinfettanti e soprattutto disinfettanti colorati. Il fai da te, in questi casi è sempre pericoloso. Un bravo farmacista può sempre darci una mano o un consiglio o indirizzarci, qualora necessario, al proprio medico di famiglia.

COME DIFENDERSI DALLE ZECCHE. COME EVITARLE

Evitare le zecche non è affatto facile. L’unico modo infallibile è senz’altro di evitare di andar in giro per boschi tra la primavera, l’estate e l’inizio autunno. Nel caso in cui non si voglia rinunciare ad un “forest bathing” ad una camminata nei boschi o ad una uscita in cerca di funghi, allora è bene sapere che le zecche si concentrano maggiormente nei luoghi in cui c’è maggior popolazione di mammiferi di media-grande taglia.

Ungulati (cervi, caprioli, daini, camosci e stambecchi) ma anche capre e pecore, cinghiali, mucche, ricci, tassi, volpi, cani o gatti selvatici, sono tutti grandi vettori di zecche. Spesso ne sono talmente pieni da risultare essi stessi affetti da pericolose malattie infettive, ragion per cui, dopo aver cacciato uno di questi animali selvatici, prima del consumo alimentare è sempre bene, laddove non obbligatorio, farlo prima analizzare.

Ovviamente le zone circostanti le tane di questi animali sono potenzialmente le più pericolose perchè è più facile che ospitino zecche pronte ad attaccare qualsiasi passante nei paraggi.

Difendersi dagli attacchi delle zecche è una questione di buon senso.

Le zecche ovviamente attaccano le zone di pelle scoperta. Per quanto potrebbero esser atterrate sulle zone coperte da abiti, queste tenteranno di raggiungere la pelle. Più si è coperti e minore sarà il rischio che una o più zecche possano pungerci.

Nelle stagioni calde non sempre è piacevole girar per boschi troppo coperti. Non occorre indossare abiti pesanti. Un pantalone molto leggero ed una polo a maniche lunghe potrebbero già aiutare a non mettere troppa carne al fuoco. Nel caso in cui si preferisca andar nel bosco più scoperti allora subentrano i protettori chimici.

In farmacia, ma anche sul web, ci sono moltissimi prodotti specifici. Basta digitare le parole “prodotti anti zecche”. Anche nei negozi di caccia-pesca o presso i vivaisti-centri specializzati nel giardinaggio, si possono trovare decine di prodotti utili a difendersi dalle zecche. Siano essi spray da spruzzare o pomate/oli da spalmare. Poco attrezzati in tal senso i supermercati.

Tra i prodotti più venduti in assoluto, il BIO KILL uno spray protettivo a base di insetticida.
Funzionano bene anche gli emettitori di ultrasuoni. Piccoli aggeggi a batteria che emettono ultrasuoni alle varie frequenze. I più sofisticati dispongono di selettori di frequenza. Si possono settare le frequenze che infastidiscono le zanzare, insetti vari, pulci e zecche ecc. Se ne trovano in vendita presso gli store-discount di cinesi a prezzi molto bassi ma in genere l’efficacia di questi trasmettitori è direttamente proporzionale ai soldi spesi.

I METODI NATURALI

Vi siete mai domandati come facciano i Brasiliani o gli abitanti del Borneo, e tutti gli abitanti delle foreste pluviali tropicali, a difendersi dai fastidiosissimi insetti?

Spray o prodotti chimici a go-gò?
No di certo. A parte il costo eccessivo di questi prodotti, il pesante e continuo uso di prodotti chimici è altrettanto pericoloso per la nostra salute perchè i pori della pelle lascerebbero entrare nel circolo linfatico troppe sostanze chimiche pericolose.

Nelle zone tropicali ci si difende dalle punture di insetti cospargendo le zone di pelle scoperta con OLIO. Sì, puro e semplice olio. Naturale, non pericoloso ed odiato dagli insetti perchè, oltre ad ungere, è vischioso, scivoloso e rende difficile, complicata o del tutto impossibile la puntura.

Si potrebbe tranquillamente utilizare olio d’oliva, ma l’utilizzo di quest’olio è poco indicato per via dell’odore non proprio da profumeria. Io personalmente ho sperimentato con successo l’olio di cocco o l’olio di mandorle amare. Sono entrambi delicati, hanno un buon profumo, ma se ne trovano in vendita anche alcuni senza profumo.

Ho sperimentato personalmente l’utilizzo di olio di cocco o mandorle, cospargendo la pelle scoperta, e soprattutto girovagando per ore ed ore nel bosco in piena estate in bermuda e canottiera, senza aver subito la puntura di alcuna zanzara o senza aver portato a casa alcuna zecca.

L’olio di mandorle dolci, oltre a proteggerti dalle punture d’insetti, è un ottimo tonificante per la pelle. E’ un ottimo elasticizzante, nutre la pelle, la reidrata ed è un toccasana per pelli secche. Anche l’olio di cocco è un dermoprotettivo nutriente che può esser applicato pure sui capelli. Ideale è portar con se un boccettino e tornare a spalmarne altro quando ci si accorge che quello precedentemente applicato è stato tutto assorbito dalla pelle.

Frutti di Azadirachta indica da cui si estrae l’olio di neem

Un metodo ancor più efficace è l’utilizzo dell’OLIO DI NEEM. L’olio di Neem è un olio “miracoloso” date le sue innumerevoli proprietà benefiche. E’ un noto  medicamento ayurvedico con proprietà anibiotiche, antisettiche, antibatteriche, antinfiammatorie e pure antiparassitarie.

Applicarlo direttamente sulla pelle potrebbe risultare troppo potente e concentrato (oltrettutto ha un odore pungente poco gradevole), sarebbe poi un inutile spreco di un olio tanto costoso, allora il consiglio che posso darti è di aggiungerne alcune gocce ai già citati oli di mandorle, di cocco o di jojoba, anche quest’ultimo un altro olio dermoprotettivo-nutriente e ricchissimo di vitamine quali la E, la B2 e la B3 normalmente utilizzato per combattere la psoriasi, pelle secca, acne, eritemi cutanei, eczemi ma anche eritemi solari o scottature.

Applicando sulla pelle olii dall’odore intenso, a volte anche un po’ sgradevole, ti consiglio di aggiungere a questi dell’olio essenziale che, se molto aromatico come quello della Citronella o del Geranio, terrà lontane le zanzare e gli insetti che non gradiscono quelli che per loro sono degli olezzi.

CITRONELLA o LEMONGRASS/CYMBOPOGON

E’ per antonomasia la pianta più usata quale repellente per le zanzare. Insieme al Geranio, la Citronella è l’essenza più utilizzata per realizzare stick-antizanzare, oli essenziali, estratti vari il cui scopo è proprio quello di tenere le zanzare a debita distanza perchè non sopportano questi aromi. Si possono trovare facilmente barattolini di gel o olio essenziale alla Citronella. Un OTTIMO RIMEDIO per tenere le zanzare lontane da noi quando andiamo nei boschi è proprio quello di aggiungere agli oli appena citati, magari con un buon mix ben equlibrato, un po’ di gel alla Citronella o olio essenziale di Citronella o Geranio. Così facendo, oltre alle zecche terremo lontane dalla nostra pelle anche le fastidiosissime zanzare.

Si dice che tutti questi oli, abbiano oltretutto una efficace azione idratante-emolliente che può favorire l’attenuazione delle rughe perciò il loro utilizzo quale dermoprotettivo contro insetti e zecche può avere un duplice effetto… Come dire: prender due piccioni con una fava!

Non mi resta che augurarti una buona gita nei boschi, ricordandoti che è sempre buona norma e regola, al rientro dal bosco, sbattere energicamente gli abiti fuori dal balcone così da far cascare eventuali ospiti-insetti indesiderati, farti una doccia che laverà via eventuali insetti incuneatisi sotto gli abiti ma soprattutto, far dare un’occhiata da moglie-compagne-figli, alla tua pelle, in cerca di eventuali nuovi puntini neri che potrebbero esser delle piccole zecche ancora a digiuno e quindi ancora allo stato millimetrico.

Un’altra guida che potrebbe tornarti molto utile durante l’estate è la guida al riconoscimento di Vipere, Bisce e Serpi. Tutto quanto c’è da sapere su questi rettili spesso temuti più del dovuto, ma molto più spesso ignorati con spavalderia da chi si avventura tra pietraie, fiumi, incolti e rocce senza curarsi del possibile incontro con questi animali che temono l’uomo ma che, se colte di sorpresa reagiscono con morsi che possono anche inoculare veleno.

La guida è divisa in 2 parti.
La prima parte è dedicata alla descrizione delle Bisce-Serpenti appartenenti al genere Biacchi, Cervoni, Colubri, Marassi, Natrici, Saettoni, Coronelle. La guida illustra quanti casi di morsi da Vipera si registrano in Italia, si parla della mortalità da morso da Vipera e si parla pure della leggenda che vorrebbe che le Vipere siano state introdotte sulle Alpi lanciandole dagli elicotteri. Naturalmente viene illustrato anche l’habitat naturale in cui vive ogni singola specie con tanto di foto.
La seconda parte è invece interamente dedicata alla Vipere. Si descrivono gli ambienti in cui è facile incontrare una Vipera, si descrive la pericolosità del loro veleno e le possibili conseguenze per l’uomo. Naturalmente tutto corredato da molte fotografie.

CONOSCERE VIPERE E SERPI.

Conoscere Vipere, Bisce e Serpi

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