Vipera Walser - Endemismo del Piemonte Settentrionale classificato soltanto dal 2016

1ESTATE: TEMPO DI VIPERE, BISCE E SERPI

Una guida per non farsi trovare impreparati ed evitare eventuali pericoli da morsi di Vipera.
Quanti casi in Italia? Il morso da Vipera è mortale? E’ vero che le Vipere sono state re-introdotte sulle Alpi lanciandole dagli elicotteri?

Con la bella stagione, torna d’attualità il problema di Vipere, Bisce e Serpi. Non fosse altro perchè, col bel tempo, aumentano le scampagnate al fiume, in montagna, nei parchi, in collina. Aumentano i pic-nic all’aperto o anche le escursioni nei boschi alla ricerca di funghi così come ci si dedica sempre più spesso alla realizzazione e manutenzione di orti e giardini. Anche la caccia è un serio fattore di rischio perchè i cacciatori, spesso, concentrati sulle prede da cacciare, non si curano più di tanto di aver invaso l’habitat naturale dei serpenti.

Con l’aumento della frequentazione di zone rurali, incolte di camapgna, fiume o montagna o comunque selvagge, aumentano le occasioni di esposizione a quello che è l’ambiente naturale dei più temuti tra tutti i rettili: le Vipere.

I RETTILI ITALIANI

I più comuni in Italia appartengono alle famiglie dei Lacertidi (Lucertole e Ramarri), Anguidi (Orbettini), Cheloni (Tartarughe) ed infine dei Serpenti (Biacchi, Cervoni, Colubri, Marassi, Natrici, Saettoni, Vipere).

QUANTI CASI DI MORSO DA VIPERA O SERPENTI VELENOSI?

Va subito detto che, quello dei morsi da serpenti è un problema davvero serio in molte parti del mondo dove vivono serpenti pericolosissimi, il cui morso può uccidere una persona nel volgere di poche ore. Ogni anno sul nostro pianeta si registrano all’incirca 5 milioni e mezzo di casi di morso da serpente. Sono poi compresI tra i 20 mila ed i 125 mila i casi di decesso con almeno 400 mila amputazioni a seguito di morsi velenosi.

  • E in ITALIA? Quanti casi di morso da Vipera?

    In Italia, per fortuna, i serpenti velenosi sono molto meno frequenti che in altre zone del pianeta ed appartengono tutti alla famiglia delle Vipere. Si registra poi un tasso di mortalità da morso da Vipera attorno all’1%.
    Il Centro Nazionale di Intossicazione Tossicologica di Pavia in 11 anni ha registrato 482 casi di morso da Vipera.
    – Di questi 482 casi, 208 pazienti sono giunti al Pronto Soccorso con solo segni locali di morso da Vipera. 28 di questi hanno poi sviluppato un edema locale, 10 invece le manifestazioni gravi che hanno richiesto l’utilizzo dell’antidoto.
    188 pazienti sono giunti al Pronto Soccorso con già un edema locale visibile. 73 di questi hanno sviluppato manifestazioni gravi. 59 in tutto sono stati trattati con antidoto specifico.
    76 pazienti sono invece giunti con edema regionale o manifestazioni sistematiche lievi.
    10 pazienti sono invece giunti già con manifestazioni gravi.

Per quanto un morso da Vipera possa esser doloroso e generare ansia e preoccupazione è bene sottolineare che non esistono casi di morte immediata a seguito di questo evento nel nostro Paese. Onde evitare di metter troppo rapidamente in circolo nel sangue e nel circuito linfatico il veleno, è bene evitare la frenesia, evitare di correre e comunque di far aumentare il battito cardiaco. Molto spesso il Serpente velenoso potrebbe aver già precedentemente inoculato il proprio veleno su di animali che hanno poi costituito il loro pasto, perciò, per quanto potenzialmente velenosi, i loro morsi successivi potrebbero risultare poco o affatto velenosi.

Vipera berus o Marasso

QUANTE PROBABILITA’ CI SONO DI ESSER MORSI DA UNA VIPERA?

Non moltissime. Ti ricordo che, il veleno per il Serpente, è un preziosissimo strumento di caccia più che un’arma da difesa. La Vipera comune italiana non produce moltissimo veleno perciò, solitamente questo lo riserva per le proprie prede, quindi per sfamarsi.

La Vipera di solito non morde spontaneamente l’uomo che, troppo grande è temitissimo. Quando una Vipera si imbatte in un umano, scappa, si allontana o si rintana. Solo se è stata colta di sorpresa questa attacca l’uomo per difendersi e nel caso di spavento grave, allora può anche inoculare il veleno durante il morso.

Più facile che una Vipera possa mordere ed uccidere il nostro cane che, incuriosito dallo strano odore che la Vipera emana, tende ad annusarla rischiando di esser morso sul naso.

Va da se che il buon senso suggerisca, quando camminiamo in zone rurali abbandonate, di annunciare sempre il nostro arrivo e passaggio ricorrendo alle vibrazioni.

I SERPENTI SONO SORDI!

Non sentono i rumori ma percepiscono perfettamente le vibrazioni del suolo e dell’aria. Fischietti e campanelli potrebbero quindi risultare inefficaci, a meno che le vibrazioni da essi prodotte non siano sufficenti a spaventare i rettili, non a caso le mucche in alpeggio sono dotate di grandi campanacci che producono forti vibrazioni dell’aria. Un serpente addormentato al sole o lungo il nostro sentiero, si sveglia e fugge se percepisce una vibrazione crescente in avvicinamento. Diversamente resta assopito fino all’ultimo istante con un rapido risveglio che può generare panico che culmina in un fulmineo attacco e morso.

Edema regionale con livido esteso su tutta la gamba a seguito di morso da Vipera Berus

QUALI LE PARTI DI CORPO PIU’ COLPITE DA MORSI DI SERPENTI?

Assai più frequentemente di quanto si pensi, i morsi di Vipera avvengono in parti di corpo diverse dalla caviglia o dalla gamba. Molto spesso sulle mani! A rischio i cercatori di funghi che, nella frenesia di raccogliere un fungo non si curano di fori, buchi, o anfratti che potrebbero ospitare la Vipera spaventata. Scalatori, arrampicatori, escursionisti in genere spesso si aggrappano alle rocce per aiutarsi nello svolgimento della propria attività, senza curarsi di dove mettono le mani, oppure infilandole in anfratti, all’interno dei quali si è rifugiata una Vipera. Anche gli agricoltori sono a forte rischio di morso alle mani, dato il forte utilizzo delle stesse per raccogliere ortaggi o fare manutenzioni. In passato le mondine e le raccoglitrici di ortaggi sono state le vittime preferite dalle Vipere.

QUALI SONO E DOVE VIVONO I SERPENTI ITALIANI. IL LORO HABITAT

  • In generale, i serpenti abbondano maggiormente nelle zone rurali in cui vi sia abbondanza di cibo costituito da piccoli mammiferi, uccelli, insetti.
  • Nelle zone rurali in cui vi sia abbondanza di pietraie o sabbia in cui topi o altri piccoli mammiferi abbiano scavato tunnel e tane.
  • Nelle radure rurali erbose con molti arbusti e rovi.
  • Lungo i fiumi o corsi d’acqua dove c’è abbondanza di cespugli infestanti quale il Poligono del Giappone o Reynoutria/Fallopia Japonica, autentico rifugio privilegiato da Bisce e Serpi.

Il Biacco Hierophis viridiflavus

E’ una serpe diffusissima in tutta Italia dove assume diversi nomi dialettali.
Il Biacco è infatti anche detto Mirauda in Piemonte (soprattutto tra Biellese e Valsesia), Milordo o Milorda nel Varesotto, Susèr o Bés bastunèr nel Bresciano, Verèm bastunèr nel Bergamasco, Anza nel Mantovano, Scarbònas nell’appennino Emiliano, Carbonaz o Carbonazo tra Veneto e Trentino, ma anche Carbonasso nell’area di Asiago, Frustone in Italia Centrale tra Romagna, Marche, Toscana e Lazio ma nell’Umbria è chiamato semplicemente Serpe, Agnone in Campania, Scurzune nel Salento, Scurzuni o Scurzone in Calabria, Vìsina in Sicilia Occidentale. In italiano è anche detto Colubro verde e giallo, è un serpente non velenoso che solitamente non attacca l’uomo se non costretto perchè non trova altra via di fuga. Preferisce di gran lunga fuggire piuttosto che attaccare, ma se afferrato può dispensare ripetuti morsi che possono provocare ferite anche gravi.

Biacco o Colubro verde e giallo dai caratteristici colori che virano al verdastro-giallo-rosso

Vive preferibilmente vicino ai fiumi, nelle zone umide, ma anche nei boschi scuri/ombrosi. Il suo habitat preferito sono le macchie di Poligono del Giappone. Molto spesso occupa tunnel e tane di topi e ratti di cui si nutre. Il Biacco è un ottimo regolatore della popolazione di Vipere perchè bisce e vipere giovani costituiscono il suo pasto insieme a sauri, orbettini, lucertole, anfibi e soprattutto uova di uccelli. Lo si riconosce facilmente per la sua stazza medio-grande. Spesso è lungo più di un metro e la sua coda decresce fino a diventare ben fine. Ha colore nerastro con sfumature giallo-verde-rosso che aumentano negli esemplari adulti. E’ un ottimo arrampicatore e nuotatore perciò lo si può trovare molto spesso in acqua confondendolo con una biscia d’acqua. E’ un rettile diurno. Caccia e girovaga in pieno giorno.

Il Cervone Elaphe quatuorlineata

Cervone – Elaphe quatuorlineata una delle più grandi Serpi presenti in Italia

E’ il più lungo rettile d’Italia ma anche tra i più lunghi d’Europa riuscendo a raggiungere anche i 2 metri e 40. E’ anche detto Posturavacche, o Sacàra nel Salento. Vive negli incolti con ruderi, muretti a secco o nei boschi ma, esclusivamente nella macchia mediterranea, uliveti o boschi molto radi fin verso i 1000 mt dalla Toscana alla Calabria. E’ assente dal Nord Italia ed isole. Il Cervone è noto per la sua capacità di arrampicarsi sugli alberi facendo forza sulla forte coda prensile che gli consente di innalzarsi fino almeno ad 1 metro di altezza. Si nutre di piccoli mammiferi tra cui topi, scoiattoli, conigli e donnole, uccelli nidiacei con le loro uova e piccole lucertole. E’ di facilissimo riconoscimento per via delle 4 bande longitudinali. E’ un serpente non velenoso prevalentemente diurno. Il Cervone appartiene alla famiglia dei Colubri.

I Colubri Colubrinae – Varie specie

In Italia si distinguono le seguenti specie di Colubri:

  • Colubro liscio Coronella austriaca
  • Colubro di riccioli Coronella girondica
  • Colubro ferro di cavallo Hemorrhois hippocrepis
  • Colubro di esculapio o Saettone
  • Colubro leopardino Zamenis situla
  • Colubro lacertino

Il Colubro liscio

Colubro liscio o Coronella austriaca variante in colore grigio, tipica del territorio italiano

Il Colubro liscio o Coronella austriaca, in Italia non è presente nell’Abruzzo-Molise-Puglia-Basilicata. Vive tra le golene dei corsi d’acqua, pietraie e radure secche ed asciutte. Spesso confuso con la Vipera, è un serpente innocuo che, se colto di sorpresa, assume la posizione a S, alza la testa e soffia.

Colubro liscio o Coronella Austriaca variante con striature color marrone, tipica del resto d’Europa/Europa dell’Est – foto: Edo van Uchelen

Questa è la sua caratteristica peculiare. Si nutre di orbettini e lucertole o altre prede di piccolissima taglia. Segno distintivo è una fascia nera che dal collo arriva alle narici.

Orbettino o Angus fragilis. NON è un serpente ma è una lucertola senza zampe – foto: Angelo Giovinazzo

Il Colubro di riccioli o Coronella Girondica

Colubro di riccioli o Coronella girondica

Il Colubro di riccioli/Coronella girondica, è presente in Italia dal Piemonte-Liguria alla Toscana, Lazio, Umbria ed Abruzzo. Il suo habitat sono tutte le zone rurali abbandonate che siano boschi, macchia o fondi agricoli ma anche rocciosi e pascoli. E’ una specie innocua, spesso scambiata per Vipera.

Il Colubro ferro di cavallo

Colubro ferro di cavallo o Hemeorrhois hippocrepis – foto: Baudilio rebello fernàndez

Il Colubro ferro di cavallo è anche detto Colubro Sardo. E’ un raro serpente innocuo che vive nell’isola di Pantelleria e nella Sardegna Centro-Meridionale. Il suo habitat è la macchia mediterranea, pianure costiere, fondi agricoli, vigneti ed uliveti.

Il Colubro leopardino

Colubro leopardino dalla classica livrea leopardata

Il Colubro leopardino è presente in poche regioni d’Italia. Essenzialmente in Puglia, a Sud del fiume Ofanto, in Basilicata Orientale e più raramente in Calabria e Sicilia. Vive essenzialmente nei fondi agricoli e nelle radure. Questo Colubro è innocuo e non attacca quasi mai l’uomo, mentre sistematicamente viene uccisa dall’uomo perchè i suoi colori leopardati fanno credere, a torto, che si tratti di specie esotica ed assai velenosa.

Il Colubro lacertino velenoso

Colubro lacertino. E’ uno dei Serpenti più comuni in Liguria

Il Colubro lacertino è l’unico serpente della famiglia dei Colubri ad esser velenoso ma, il cui veleno però risulta assai più blando e poco potente rispetto a quello della Vipera tanto da costringere questo Colubro a finire le proprie prede stritolandole perchè l’effetto del veleno non è sufficente per farle morire. E’ assai comune in Liguria, iclusa l’isola di Gallinara. Molto spesso esemplari schiacciati dalle auto si rinvengono in quantità lungo le strade di collina tra vigneti, serre ed uliveti della Liguria Centrale e di Ponente. Nel resto d’Italia è presente soltanto nell’isola di Lampedusa. Oltre ai fondi agricoli è spesso presente anche tra paludi e canneti costieri. Si nutre di sauri, lucertole, topi, ratti, uccelli e persino conigli selvatici. Può raggiungere i 220 cm ed il suo colore marroncino-bruno-grigio spesso vira verso il verde.

Il Colubro di esculapio o Saettone

Colubro di Esculapio o Saettone dal caratteristico colore che parte dal bruno della coda e schiarisce andando verso la testa che risulta di colore marroncino-giallo/verde oliva

Il Colubro di Esculapio o Saettone, è un serpente che non possiede veleno ma è un abile costrittore che potrebbe tentare di stritolare le gambe dello sfortunato passante che si viene a trovare sul suo cammino. Può raggiungere facilmente il metro e mezzo e più raramente i 200 e rotti centimetri. In Italia lo si trova dalle Alpi (fin verso i 2000 mt) al Volturno e Foggiano, assente dalla Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia dove invece è presente il Saettone occhirossi, endemico del Sud Italia.

Saettone (Zamenis longissimus) foto: Francesco Guerzoni

Entrambe sono serpenti diurni che si nutrono di lucertole, passeracei, piccoli roditori, piccolissimi mammiferi. Questo serpente quand’è giovane è preda di rapaci, mustelidi, volpi, cinghiali ma anche della Coronella austriaca. Il suo habitat preferito sono gli incolti a foglie caduche, le zone rurali abbandonate ma anche le zone urbane dove abbondano topi e ratti. In Pianura Padana è spesso presente nei campi di mais o di frumento. Non ama le zone umide.

Natrici – varie specie/Bisce d’acqua

la Natrice viperina o Natrix maura

Natrice viperina – foto: Honorio Iglesias

Nonostante il nome “viperina” la Natrice viperina o Natrix maura, è un serpente innocuo che non produce veleno. Ha un corpo massiccio che può raggiungere il metro di lunghezza ed è caratteristico per il suo colore grigio-marroncino cui si mescolano spesso il giallo, il nero ed il verde. Vive essenzialmente in Sardegna, in Liguria e basso Piemonte ma alcune segnalazioni giungono anche dalla provincia di Piacenza-Oltrepò Pavese, dal Parco del Ticino e da alcune vallate termofile del resto di Piemonte e Lombardia Occidentale ed in Umbria. E’ una specie diurna che si nutre essenzialmente di anfibi e pesci.
E’ ghiotta di girini. Il suo habitat ideale sono le golene fluviali, letti di fiumi e torrenti, meglio se con suoli sabbiosi. Spessissimo viene confusa con la Vipera.

La Natrice dal collare o Natrix natrix

Natrice dal collare

La Natrice dal collare o Natrix natrix è un serpente tipicamente europeo non velenoso.
E’ presente in tutta Italia, isole comprese ed è la classica biscia d’acqua ma ciò nonostante la si può rinvenire anche a diversi chilometri da specchi d’acqua purchè vi siano ambienti ombrosi. Ha caratteristico colore marrone-grigio-nero ma molto più spesso è di colore verdastro. Segno distintivo di questa innocua biscia, spesso confusa con la Vipera, è il collare di colore giallo. Si nutre di anfibi, rane e pesci, più raramente di piccoli mammiferi. Il suo habitat preferito sono corsi o specchi d’acqua ma anche golene, letti di fiumi ed aree rurali con erbe fitte ed alte. E’ una specie diurna che molto raramente si difende mordendo.

Di seguito un eccezionale reportage fotografico di un Serpente NATRIX NATRIX intento a consumare un pasto davvero luculliano. In questo articolo alcuni scatti decisamente inusuali.

Natrice dal collare: la grande abbuffata

La Natrice tassellata

Natrice tessellata o biscia Natrix foto: Paolo Taranto da www.fotografianaturalistica.com

La Natrice tassellata è forse la biscia più spesso confusa con la Vipera. E’ un serpente europeo non velenoso e tra le specie Natrice è la più acquatica di tutte. E’ un’abilissima nuotatrice che si nutre di pesci, anfibi, rane e girini ed è presente in quasi tutti gli specchi d’acqua ad eccezione di Sicilia e Sardegna. E’ un animale eterotermico che non resiste al freddo perciò entro Ottobre va in letargo fino ai primi calori primaverili. Molto spesso queste bisce si rintanano in intere famiglie creando autentici grovigli di bisce che prediligono per il proprio letargo cumuli di materiale organico in decomposizione quale compost ma anche letame o depositi di sfalci di giardino. Mordono l’uomo davvero molto raramente.

Nella seconda parte di questo articolo
TUTTE LE VIPERE CHE VIVONO IN ITALIA,
Descrizioni, foto, habitat, abitudini e pericolosità delle Vipere italiane.

Clicca su NEXT, in basso per

CONTINUARE LA LETTURA

 





 

 

Back