Cosa sta succedendo sui cieli d’Europa? Il clima si estremizza. Da una parte un Uragano pronto a sbarcare sull’Europa e dall’altra un Anticiclone Africano pronto a regalarci una poderosa Ottobrata Romana

Arriva OPHELIA l’Uragano che preferisce la via dell’Europa a quella dei Caraibi

Lo avevo annunciato nei giorni scorsi sul nostro sito web istituzionale TRIVERO-ITALY.COM nella pagina METEO, che il tempo si stava estremizzando e che avremmo avuto un Autunno senza vie di mezzo. O troppo sole e caldo o troppo maltempo e, quanto profetizzato, ecco che si concretizza puntualmente in queste ore.

Oggi la Carta Sinottica e le mappe dei Geopotenziali a 500 hpa (la mappa dai colori verde/blu, arancio/rosso di seguito riportata) ci mostrano proprio l’estremizzazione climatica in atto, anche sul nostro Emisfero Europeo. Da una parte un Vortice Polare (dai colori Verde/Blu) iper-attivo con un Ciclone gelido da 960 hpa tra Islanda e Groenlandia, dall’altra un Super Anticiclone africano (dai colori Rossicci) pronto ad invadere mezza Europa col suo caldo respiro ma, OGGI C’E’ ANCHE IL TERZO INCOMODO! OPHELIA.

Mappa GFS dei Geopotenziali a 500 hpa per la giornata di Giovedì 12 Ottobre 2017. In basso a Sinistra si può già vedere la Tempesta Tropicale Ophelia, ufficialmente diventata già Uragano di Categoria I
Mappa GFS dei Geopotenziali a 500 hpa per la giornata di Domenica 15 Ottobre 2017. Sull’Italia i colori Rosso scuro indicano che la Bolla Calda Africana ormai è già presente e ben salda sulla nostra Penisola

OPHELIA“, UN URAGANO, PRONTO A SBARCARE SULLE COSTE EUROPEE

Mappa del National Hurricane Center in cui è possibile vedere la traiettoria prevista dal NOAA durante i prossimi 5 giorni. L’Uragano certamente approderà sull’Irlanda e Gran Bretagna Occidentale, anche se sottoforma di Ciclone Oceanico

Sulle mappe pubblicate sopra, OPHELIA è quel piccolo nucleo Depressionario con al centro una T, e cerchiolini tutt’attorno, posizionato al largo della Penisola Iberica, appena sotto l’Arcipelago delle Azzorre. Non ha i colori tipici delle Depressioni Nord Atlantiche perchè è tutt’altra cosa, si tratta infatti di una TEMPESTA TROPICALE a tutti gli effetti, come quelle che da settimane devastano i Caraibi e gli Stati Uniti Sud Orientali.

Si è formata decisamente più a Nord rispetto a tutti i Cicloni suoi simili. Cicloni Tropicali che normalmente vedono nuclei nuvolosi formarsi sopra le catene montuose dell’Etiopia-Somalia-Keya e che poi migrano verso OVEST sospinti dai venti Orientali prevalenti, in zona detti ALISEI. A contatto con le umide acque dell’Oceano, queste masse nuvolose iniziano a pompare energia-calore-umidità direttamente dalle acque oceaniche, acquistano forza ed energia, ruotando su se stesse fino a dar vita ad una vera e propria Tempesta Tropicale, appena al largo dalle coste africane. Gli stessi Alisei le spingono verso OVEST fino di fronte alle coste Settentrionali del Sud America e, appena prima dei Caraibi, vengono risucchiate verso Nord Est dalle Correnti del Golfo che proprio in zona virano verso i Caraibi e poi verso la Florida e gli USA Sud Orientali.

Nel caldissimo catino Caraibico queste Tempeste Tropicali degenerano in URAGANI, dispensando venti turbinosi, piogge torrenziali e distruzione. Conosciamo molto bene le dinamiche degli Uragani che anche quest’anno stanno portando morte fin sulle grandi città delle coste Statunitensi.

Succede però in questi giorni che, un insolito ed anomalo Anticiclone Africano quello dell’annunciata OTTOBRATA ROMANA, dalle caratteristiche e dai connotati prettamente Tropicali-Estivi, si vada elevando verso Nord per poter contrastare l’iper-attività del Vortice Polare Groenlandese cercando di impedirne così la discesa verso Sud fin sulle coste africane dello stesso Vortice. Lo stesso Anticiclone Tropicale, tra oggi e domani sbarcherà sulla Francia Meridionale e poi sull’Italia e sulla valle del Danubio dove, un nucleo caldo Tropicale (HOT BLOB o Bolla Calda Africana) si isolerà, mentre il nascente Anticiclone Europeo comprimerà l’aria molto secca e calda (torrida) dalle alte quote verso i bassi strati atmosferici. Il nucleo Anticiclonico dai Geopotenziali estivi-Tropicali, rimarrà in sede almeno per una settimana garantendo sole, siccità, temperature tardo estive e soprattutto livelli di zero termico a quote impensabili per questo periodo, oltre i 4000 metri!

Torniamo alla nostra Tempesta Tropicale Ophelia.

Si tratta di una Tempesta Tropicale che è sfuggita al controllo degli Alisei. Ophelia è stata infatti sospinta verso Nord dalle correnti ascensionali dell’Anticiclone Africano. Dalle coste del Senegal e Mauritania ha preso la via delle isole del Capo Verde e delle Azzorre, anzichè prendere la via di Cristoforo Colombo che l’avrebbe portata attorno ad Haiti.

Una volta giunta a Nord del Capo Verde tra il 16° ed il 22° Parallelo Nord, la Tempesta Tropicale si è trovata completamente smarcata dagli Alisei ed è quindi stata “AGGANCIATA” dalle Correnti Zonali Atlantiche che, grazie all’effetto della forza di Coriolis, sospingono qualsiasi sistema nuvolosi si formi a Nord del 25° Parallelo, o ancor di più del 28° Parallelo (quello delle Isole Canarie) non più verso Ovest ma bensì verso Est, entro il flusso Oceanico Europeo.

Tra oggi e domani la Tempesta Tropicale Ophelia acquisterà vigore e forza fino a diventare un Uragano di categoria I, la più piccola ma sufficiente a generare venti tempestosi e piogge torrenziali che, per fortuna si sfogheranno in pieno Oceano ma che potrebbero raggiungere le coste del Portogallo Settentrionale. Le proiezioni dei Centri Meteorologici Internazionali indicano una rotta presumibile Portogallo-Irlanda. Ovviamente già sul Portogallo avrà perso il suo status di Uragano e persino di Tempesta Tropicale poichè le acque fredde di quella porzione d’Oceano non offrono carburante necessario perchè Ophelia possa mantenere intatto il suo vigore.

Verrà quindi agganciata al Vortice Polare che, inizialmente la “snobberà” leggermente, non fosse altro perchè le due figure Meteorologiche avranno caratteristiche completamente diverse. Il Vortice Polare avrà aria gelida in alta quota mentre Ophelia avrà ancora aria sufficientemente calda in quota. Finchè l’aria del cuore caldo di Ophelia non si sarà raffreddato, questa si muoverà a margine del Vortice Polare senza essere inglobata.

Mappa GFS dei Geopotenziali a 500 hpa per la giornata di Lunedì 16 Ottobre 2017. Sull’Italia i colori Rosso scuro indicano che la Bolla Calda Africana/Anticiclone Africano ormai è già presente e ben salda sulla nostra Penisola. Ophelia diventa a tutti gli effetti una Depressione Nord Atlantica

Come mostra la mappa di sopra, presumibilmente tra il 16 ed il 17 di Ottobre il Vortice Polare aggangerà il Ciclone ormai ex-Tropicale e raffreddatosi divenendo un Ciclone Oceanico o Depressione delle zone temperate con valori prossimi ai 960 hpa. Attorno al 17 raggiungerà Irlanda e coste Occidentali della Gran Bretagna. L’Anticiclone Tropicale-Africano imperverserà ancora tra Nord Italia-Paesi Alpini e intera valle del Danubio-Adriatico-ex Jugoslavia-Balcani.

Cosa accadrà dopo è ancora un mistero. Fino alle prime luci dell’alba di oggi i modelli matematici indicavano una discesa della Depressione Britannica verso la Francia con successivo coinvolgimento del Nord Italia in un quasi certo peggioramento e raffreddamento. Le ultime proiezioni di inizio mattina, invece, indicano che la Depressione ex-Tropicale verrà completamente annientata dallo strapotere dell’Anticiclone Africano. Migrerebbe verso Est-Nord Est sul Mare del Nord e finirebbe per esser inglobata dal Vortice Polare Scandinavo in rafforzamento dopo il 19/20 di Ottobre.

Se le cose dovessero prendere questa infausta piega, per la nostra Penisola sarebbero guai seri poichè sfumerebbe l’unica occasione che fin’ora si è palesata di avere un cambio di rotta dalla siccità alle attesissime piogge.

Ricordiamo che avere piogge, meglio se abbondanti, in Autunno, non è una sadica speranza di sadici Meteorologi ma, una necessità climatica poichè, con l’arrivo del freddo, diminuiscono gli apporti di pioggia che, in gran parte dovrebbe cadere, in anni normali, sottoforma di neve, NON andando ad alimentare le falde acquifere per tutta la durata dei mesi invernali. Il freddo ed il gelo potrebbero poi far ghiacciare gli strati superficiali delle falde acquifere, rendeno ancor meno disponibili le riserve idriche nell’intero periodo freddo.

Le piogge Autunnali sono quindi l’unica riserva idrica disponibile per l’inverno. Più ce n’è e meglio è poichè l’abbondanza di acque superficiali manterrebbe i suoli meno gelidi e l’acqua potrebbe fluire meglio verso gli acquedotti. Ad oggi purtroppo, siamo costretti ad annunciare che, al momento non si intravvede più la possibile svolta meteorologica annunciata nei giorni scorsi. Ophelia e la sua esuberanza potrebbe cambiare le sorti dell’Autunno o in meglio o in peggio, comunque vada ricordiamo che le acque superficiali sulle Alpi, non si generano magicamente ma solo a seguito di piogge e di nevicate che possano realizzare un buon deposito e stoccaggio. La scorsa Primavera purtroppo le pur abbondanti nevi dell’Inverno si sono sciolte già a Marzo, a seguito di anomali caldi precoci dovuti alle solite Bolle Calde Africane che hanno per altro causato ingenti danni alla vegetazione svegliatasi troppo presto e poi gelata ed annientata da gelate tardive Pasquali. I danni dovuti ad una Primavera troppo precoce li stiamo pagando ancor oggi con una siccità che, soprattutto a Sud del Po ed Appennino sta rasentando livelli preoccupanti con fiumi, ruscelli e rigagnoli completamente asciutti.

A molti di noi piacerebbe poter veder sempre splendere il sole, perchè lo stesso sole ci mette di buon umore e facilità le attività ludiche all’aria aperta ma, senza maltempo e senza pioggia, tutte le nostre attività ludiche sarebbero seriamente compromesse dall’impossibilità di farci poi una doccia. Possibilità questa che già negli anni ’70 si è presentata e concretizzata molto spesso. Non vogliamo fare meteo-terrorismo ma è giusto avere la piena consapevolezza di cosa sta accadendo nella nostra Atmosfera.

Abbiamo parlato della Tropicalizzazione dell’Italia in questi due articoli:

Italia Tropicale, funghi al palo! Prima parte

Tropicalizzazione e Funghi. Seconda parte