Porcino Edulis
Fungo Porcino Edulis in bosco di Faggio. Foto: Manuele Villano (Milano)

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IL MISTERO DELLA NASCITA DI UN FUNGO PORCINO. Tra il serio ed il faceto, ti racconto: come nasce un fungo Porcino

Come si sviluppa un Porcino, come matura e si riproduce con tutte le insidie del bosco e di noi umani

FUNGHI  CURIOSITÀ

Quanto sto per raccontarti, parla di una microscopica, insignificante ed invisibile cellula riproduttiva il cui nome è Spora, e della nascita del suo figliolo di nome Porcino.

Spora ha sonnecchiato pigra per decine di anni senza curarsi del passar del tempo poi, sollecitata da un insolito riscaldamento, ha deciso di attivarsi, perdendo il calcio che la rivestiva e dando il via alla germinazione e alla crescita.

Tutto questo nel giro di pochissimi minuti: detto, fatto!

Introduzione

Mi chiamo Angelo Giovinazzo, sono l’autore della gran parte degli articoli presenti su questo Blog che si occupa di Funghi, Meteo e Natura; mi occupo di Geografia e Meteorologia sin dall’adolescenza.

Nel corso degli ultimi trent’anni ho trasformato la mia passione per la Natura in predilezione per il Regno Vegetale ed il Regno dei Funghi. 

In questo articolo cercherò di spiegarti, con le parole più semplici possibili, cercando magari anche di farti sorridere un pochino😀 come nasce un fungo Porcino.

Lo farò utilizzando il metodo anglosassone “MUSHROOMS 4 DUMMIES“, ovvero: i Funghi spiegati per gli imbranati. Userò termini scientifici, sono sempre evidenziati per farteli subito riconoscere.

Sul Mottarone. Tra lago d’Orta e lago Maggiore, la magia della nascita di una colonia fungina

E’ una calda giornata di mezza estate. Il Riscaldamento Globale del PianetaGlobal Warming, imperversa con le sue insolite e roventi Bolle d’aria calda AfricanaHot Blob.

Il clima sembra impazzito e non vuol proprio saperne di piovere.

Ci troviamo nell’alto Novarese a due passi dal Lago d’Orta. Un bosco misto di Latifoglie a prevalenza di Castagno ma qua e là c’è pure qualche Betulla e più sporadiche alcune ultime Querce che vegetano un po’ più in basso.

C’è arsura nell’aria, nonostante la vicinanza con il lago. Il sole splende alto allo zenith ma, dalla vetta del vicino Mottarone, un nuvolone scuro e minaccioso inizia a brontolare insistentemente.

Mottarone-Lago d'Orta e lago Maggiore
Vista panoramica sui laghi dal Mottarone. Spettacolare fotografia scattata da: Marco Benedetto Cerini

All’improvviso una corrente calda ed umida risale dalle acque del lago verso l’alto cumulo.

L’innocuo nuvolone diventa scuro come la pece e sul Lago d’Orta si forma un bizzoso cumulonembo. Arrivano forti raffiche di vento, rombi, lampi ed i primi scrosci di pioggia. 

Nonostante piova già intensamente, fa ancora molto caldo. L’aria è così satura d’umidità che par di trovarsi dentro ad una serra di Villa Taranto, cosa piuttosto rara e preziosa in questa torrida e rovente estate.

Tuoni, lampi e fulmini si susseguono incessantemente. Parrebbe di sentire un unico rombo senza fine per quanti sono i fulmini che si susseguono incessantemente. Qualcuno la chiamerà «pioggia di fulmini».

Spora e Endospora

Spora, stimolata dai caldi scrosci di pioggia, se ne sta spalmata sul suo morbido letto di humus a godersi l’insolito clima Tropicale. É arrivata l’ora della nascita!

Sintetizza Proteine in gran quantità per potersi fortificare prima di germinare e beve acqua a sazietà per poter ingrossare e disgregare il guscio protettivo fatto di un mix di calcio, acido dipicolinico, acido ferulico, acido idrossibenzoico ed altro.


In realtà Spora ha un curioso nickname 😀, che le è stato affibiato per sottolineare la sua incredibile longevità.

Tutte le giovani spore del circondario infatti la prendono in giro chiamandola Endospora a rimarcare la sua longeva età di Matusalemme.

Ciò nonostante, lei è molto orgogliosa della sua incredibile resistenza al gelo, al ghiaccio, al sole rovente, e persino agli incendi.  Non si cura più di tanto degli sfottò da parte di quelle stupidotte spore adolescenti che di storia del Pianeta sanno ben poco.

Capisce che questa insolita pioggia monsonica è il meglio per poter finalmente riattivarsi, germinare e… anche dar vita ad una nuova nascita. Un sogno custodito gelosamente nel cassetto da ben 89 anni.

27 Agosto 1928

Era passato da poco il mezzogiorno del 27 Agosto 1928.

Spora era nata da pochi minuti, ma se ne rimaneva pigramente aggrappata al suo tubulo appena sotto all’imenio di un ampio Carpoforo, in attesa che un alito di vento la disperdesse nel bosco ombroso ma, nulla…

Nel bosco c’era solo afa e una insolita bollente stasi atmosferica. Non si muoveva una foglia!

Verso le nove di sera finalmente si levò timida una brezza di monte che dalla vetta del Mottarone portò leggerissimo refrigerio.

Fu così che Spora venne finalmente sospinta dal vento, proprio sotto al più longevo castagno del bosco.

Un grinzoso e vetusto albero che a Spora non dava alcuna fiducia e garanzia di sopravvivenza e che tutte le altre dormienti endospore chiamavano Pliñ

Il Pliñ era talmente vecchio da sembrare dovesse morire da un momento all’altro
Vecchio Castagno
Il vetusto e centenario Castagno Pliñ

Saggiato il terreno, Spora decise, seduta stante, che piuttosto che rischiare di metter al mondo un figlio pre-destinato alla morte, avrebbe preferito la volontaria clausura. Nascita rimandata!

Da lì a pochi giorni tutto quell’insolito caldo eccezionale cessò, iniziò a piovere con frequenza crescente, non molto, ma spesso.

A Ottobre le piogge si fecero gelide, così frequenti e forti che sui suoli iniziò a ristagnare acqua piovana che imputridì; l’humus divenne sterile e malsano mentre sulla vetta del Mottarone cadde persino un pochino di neve.

Per fortuna Spora era ben protetta attraverso il suo guscio di calcio perciò, non aveva nulla da temere. Passavano gli anni ed il clima si faceva sempre più freddo, piovoso e nevoso.

Il 1952 un anno caldo e molto secco

Nel 1952 ci fu una tale siccità che, la gran parte delle giovani spore che ebbe fretta di germinare morì, subito dopo aver generato quei piccoli filamenti di fungo primordiale che tutti chiamavano ife, senza per altro esser riuscita ad aver dato vita ad alcun Micelio

il curioso intreccio di ife che, simile ad un vero e proprio apparato radicale si allunga all’inverosimile, fin tanto che trova materia organica in decomposizione da cui trarre nutrimento grezzo, e che alcuni umani, più intelligenti e studiosi, chiamano FUNGHI o anche FUNGI.


Altri anni siccitosi, ma soprattutto molto freddi, si susseguirono fino agli anni ’60. Si temette persino che quello fosse l’inizio di una seconda temutissima nuova ► PEG ~ Piccola Era Glaciale.

mottarone-neve
Sulla vetta del Mottarone bianco di neve – foto: Walter Secondelli (Varese)
Gli anni della morìa di Miceli e la scarsa nascita di Porcini

Nei boschi dell’alto Piemonte e della vicina Lombardia fu un’ecatombe di Fungi.

Migliaia di miceli avvizzirono, atrofizzarono ed infine morirono, senza che nessuno di quegli umani, che era solito ‘rapire’ 😀 e portarsi a casa i loro giovani figlioli, se ne fosse neppure accorto.

Furono anni tristi e bui perchè il freddo crescente portò nei boschi centinaia di taglialegna che disboscarono vaste distese di foreste per potersi riscaldare.

Anche il Pliñ venne abbattuto. Era verso la fine del gelido Gennaio del 1968. Spora si era già rassegnata a dover attendere chissà quanti altri secoli prima di poter veder nascere un suo figliolo.

In realtà, nonostante il chiacchiericcio di quelle pettegole e pessimiste amiche endospore, non vi fu nessuna nuova Era Glaciale, anzi.

L’inizio del Riscaldamento Globale del Pianeta

Dopo alcuni anni particolarmente nevosi, appena terminati i ’70, il clima si fece più dolce, poi nel 1982 l’improvvisa impennata termica. Le notti si fecero più miti e le giornate assai più calde e siccitose. Ora sì il clima era favorevole alla nascita di funghi.

Nelle zone disboscate in cui giovani alberi avevano ripreso a crescere vigorosi, fu tutto un frenetico risveglio di spore che si destavano dal lungo sonno.

Ife e miceli si formavano così rapidamente da generare confusione; i giovani alberi, affamati e desiderosi di fortificarsi, iniziarono a corteggiare spore, ife e miceli.

Chiesero loro di avvolgere ed avvinghiare il loro apparato radicale di superficie, anche attraverso le loro ► Rizomorfe (operazione che gli stessi studiosi usavano chiamare con il termine diMicorriza).

Gli insaziabili alberi avrebbero potuto procurarsi attraverso i Fungi, acqua, sali mineraliAzoto~Carbonio da trasformare, mediante la Lucedi almeno 10 Lux, e la Clorofilla, in molecole più complesse di Zuccheri, Amminoacidi e Proteine, operazione dettaFotosintesi Clorofilliana.

L’apparato fungino o Fungi

I Fungi, già dalla notte dei tempi, avevano capito che la Micorriza con le piante ► che gli studiosi chiamavano Micorriza Simbiotica o anche Associazione Simbiotica, era una rivoluzionaria forma di sopravvivenza, messa a punto nel corso di lunghi millenni di evoluzione.

Uno stratagemma che consentiva loro di procurarsi cibo assai nutriente al minor costo possibile.

Non dovevano sbattersi più di tanto, bastava che continuassero a risucchiare molecole organiche dal fogliame caduto al suolo, dai rami secchi, dall’humus, insomma dal substrato ricchissimo di materia organica anche dettoLettiera.

Queste molecole, però poco nutrienti e per lo più sciocche e insipide, dovevano poi esser trasferite nelle radici dell’albero Simbionte per poter esser elaborate e trasformate in una gustosa brodaglia di Ioni, Amminoacidi, Proteine, Vitamine, Sali Minerali e Zuccheri complessi tra cui quello Trealosio

il tutto detto Protoplasma, e di cui le cellule del corpo vegetativo dei Fungi erano fatte.


IL GLOBAL WARMING

Il 1982 fu l’inizio della lunga festa che ebbe il suo apice nel 1986

In quel periodo, nei boschi d’Italia si organizzarono veri e propri party per festeggiare quello che gli studiosi chiamavano con l’incomprensibile termine inglese ► Global Warming che i locali pronunciavano al càud e al sèch o anche al cout e la söcia.

Spora non partecipò a questi party perchè dal ceppo del vecchio Pliñ non nacque nessun pollone, le sue radici, orfane della parte aerea della pianta, pomparono sostanze nutritive a vuoto, e piansero ancora per qualche mese prima di morire di crepacuore.

Il 26 Aprile del 1986 accadde un avvenimento davvero inconsueto. La fuga radioattiva di Chernobyl

In una terra lontana, gli umani, che si erano inventati un metodo alternativo al taglio dei boschi per potersi scaldare, piantarono giù an bel bördèl, an disastèr, an bel cianèl.

Persero il contollo di un minerale che avevano modificato per produrre energia e calore,inondando l’Atmosfera con radiazioni nucleari che giunsero fin sulle pendici del Mottarone.

Ci fu gran subbuglio, agitazione e confusione nei boschi.

Tra le giovani spore si sparse la voce che quelle radiazioni erano benefiche perché scaldavano le ossa ed aiutavano il vigore sessuale in fase di accoppiamento. Piogge, umidità e calore diedero vita ad una favolosa nascita di funghi.

Molte Endospore si destarono da una lunghissima sonnolenza.

Alcune Endospore si imbellettarono così da rendersi più attrattive nei confronti delle giovanissime ed inesperte spore poco più che adolescenti, ma soprattutto nei confronti delle insaziabili piante.

C’erano persino alcune Endospore che sparlavano alle spalle delle loro ex amiche, e deridendole, soprannominarono queste assatanate spore ‘Milf‘.

L’inizo del risveglio ed il ciclo riproduttivo di Spore ed Endosprore

Smaniose di procreare quanto più possibile, le vecchie spore iniziarono ad accettare le provocazioni delle giovanissime spore, poi persino quelle delle radici degli alberi che riempirono la Rizosfera di squisiti attrattori chimici zuccherini, tanto afrodisiaci da somigliare ad un Viagra.

Nei boschi sulle alture di Orta San Giulio, era stato organizzato un Nascita Party ☺.

C’era musica tribale, abbeveraggi zuccherini ed afrodisiaci al Protoplasma, cibo in abbondanza offerto dalle piante, ma soprattutto sesso libero 😀 per tutti.

Alcune Endospore Milf si accoppiarono come non ci fosse un domani ☺ con chiunque capitasse sotto tiro. Fossero altre Endospore, giovani o inesperte spore, Ife, Miceli o anche radici di alberi.

Una folle ammucchiata organizzata però, non ai fini del puro divertimento ma per favorire la nascita di nuove colonie fungine.

Sotto ad una giovane Quercia, due Milf che erano solite prendere il sole completamente nude, truccatissime ed abbronzatissime, diedero vita ad una ammucchiata senza sosta.

4 Miceli Primari per dar via alla nascita di nuovi Miceli

4 nuovi Miceli si formarono in pochi minuti grazie agli accoppiamenti. Da ognuno dei 4 Miceli che si accoppiarono tra di loro, nacquero altrettanti 16 Miceli Secondari.

Ben presto questi rimasero incinta e, già il giorno seguente gli era spuntato il pancione.

Un evidente Tallo che era già il Primordio dei numerosissimi Carpofori~Sporofiri di immiente nascita.

Il primo di una lunga serie di giovani Carpofori si affacciò alla luce del giorno che il sole non si era ancora levato dietro alle Alpi lombardo-venete.

Una testolina scura e bronzea già alla nascita, si fece spazio tra alcune ghiande e foglie di Farnia. La Milf più anziana, Endospora-Helvezia madre di quel grazioso funghetto dalla pelle scura decise di chiamare il frutto del suo accoppiamento col nome Porcino

Helvezia. L’Endospora nata durante l’Impero Romano

Helvezia, la madre di Porcino, era davvero assai vetusta.

Era venuta al mondo all’incirca nel 25 a. C. quando un popolo chiamato Romano usava già raccogliere i Carpofori maturi chiamandoli ► Suillus perché, i Carpofori della sua intera famiglia erano assai ambiti dai porcastri che ne erano letteralmente ghiotti.

La nascita della parola Porcino

Col tempo popoli più istruiti smisero di chiamare i porcastri Suini preferendo il nome Maiali o ancor meglio: Porci, da qua la nascita della parola Porcino.

A Helvezia piacque così tanto quel curioso nome che decise che appena avesse avuto pure lei un figlio lo avrebbe chiamato così, e così infatti fece.

Le amiche di Endospora-Helvezia invece, avevano battezzato il suo figliolo dalla pelle scura Porcino aereus per sottolineare il suo portamento impettito, audace che svettava fiero nell’aria in cui, dopo tre soli giorni, spargeva già spore a tutta birra.

Nascita di un Porcino Aereus
Il giovane Porcino Aereus, svetta fiero vicino ad un albero di Quercia – foto: A. Giovinazzo

Vicino a quella giovane Quercia Farnia, tra Castagni e sporadiche Betulle, il rave-party stava degenerando.

L’ammucchiata tra giovani spore ed endospore e le loro giovani radichette ► dette Tubi Germinativi, aveva già generato un fitto sistema Ifale-Miceliale da cui si erano creati Miceli Primari e Secondari.

Là nel bosco, non si faceva alcuna distinzione di genere o di razza.

Ci si accoppiava tra consanguinei dello stesso sesso, persino confratelli o consorelle e non importava se con identici Gameti maschili o Gameti femminili. L’imperativo era: accoppiarsi per procreare. ‘Ndo coglio, coglio! ☺😀😂

Non da meno le piante del bosco, soprattutto quelle più giovani, virgulte, nerborute, rubeste e vigorose parteciparono più che volentieri al

Procreation party. La prima buttata

Anche le piante si erano date alle pazze gioie denudando le loro radici perché giungessero più attrattive alla meta.

Radici già ben umettate di Trealosio ed altri zuccheri che fungevano da attrattori chimici, erano pronte a drogare di viagra-protoplasma i loro simbionti Fungi purché si venisse a creare una eterna dipendenza tra gli uni e le altre.

Da quell’incredibile festa della procreazione nacquero così tanti Carpofori che gli umani accorsero nei boschi del Mottarone da tutto il Piemonte, Lombardia e Canton Ticino.

Si contesero gli squisiti Carpofori con quelle che ancor oggi, spore e Fungi considerano come il terrore dei boschi ► le temutissime Limacce o Lumache senza guscio. 😡


Gli effetti del Riscalamento Globale

Col passare degli anni il clima del Pianeta mutò rapidamente e Le temperature si alzarono repentinamente.

All’inizio di quasi un grado, poi di un grado, fin quasi a toccare un grado e mezzo in più del normale.

I ghiacciai sulle Alpi alle spalle del Mottarone, si sciolsero rapidamente fin quasi sulle cime delle vette più alte.

Le piogge si fecero più disomogenee ed irregolari; ora abbondanti, ora assai rare e nei boschi ci furono nascite di Carpofori altrettanto discontinue.

In alcune annate particolarmente favorevoli, le Colonie fungine, godevano ancora di ottima salute e, non avendo alcuna necessità riproduttiva, se la spassavano nella loro calda lettiera.

Ben avvinghiate alle radici da cui traevano nutrimento, si preoccupavano soltanto di poter colonizzare nuove aree del bosco lontane dai

Cataboliti

sostanze di scarto del Metabolismo: cacca ☺☺, da esse stesse prodotte (o prodotte da colonie fungine di altre razze) e rilasciati sul terreno che diventava perciò meno ospitale.

Mettevano al mondo il minimo indispensabile di nuovi Carpofori~Sporofori.  Quanto necessario per il solo spargimento di spore fin oltre le aree malsane con escrezioni di Cataboliti.

Spora se ne rimaneva quiescente, addormentata con il suo metabolismo bloccato ad attendere tempi migliori, ben lieta di aver osservato quei procreation party senza averne preso parte attiva.

Ora però, quel caldo e rassicurante rovescio monsonico l’aveva fatta destare perché la pioggia l’aveva inondata del viagra drogato rilasciato da un giovane Castagno di nome Justin che da una ventina di anni era nato a due passi da dove lei si era ibernata.

La Simbiosi tra Miceli e piante

La Tra i due era nata sin da subito simpatia ma, l’inesperienza del giovane Justin lo portò a preferire di civettare con le giovani ma frettolose sporette adolescenti.

A forza di sbagliare, alla fine, il maldestro Justin comprese che «endospora vecchia fa buon brodo 😂».

Quando se ne rese finalmente conto, iniziò il fitto corteggiamento. Iniziò a farlo contraendo fiero, sotto le raffiche di vento, i suoi forti ed appariscenti muscoli.

Mostrò le sue radici nude ☺☺ per farle capire di esser pronto ad accoppiarsi con lei, e permetterle persino un rapporto di

Ectosimbiosi~Ectomicorriza

consentendole di vivere sulla superficie corporea del suo apparato radicale ma ancor di più, persino un vero rapporto di

► Endosimbiosi ~ Endomicorriza che le avrebbe addirittura consentito di vivere nello spazio intracellulare o intercellulare delle sue radici apicali.

Già all’indomani di quella che gli umani chiamavano bomba d’acqua di metà Agosto 2017, Spora aveva iniziato la sua attività di avvicinamento alle attrattive radici del superdotato Justin che ce le aveva lunghe e dure😂.

Velocità di crescita di un Micelio

Al ritmo sfrenato di 10~15 millimetri all’ora, Spora, sotto la foma di Micelio, impiegò meno di quarantott’ore per coprire con i suoi morbidi filamenti i quasi quattro metri che la separavano dalle radici di Justin che l’attendeva con ansia crescente e con fuoriuscite di Protoplasma ☺.

Ma Spora non aveva certo bisogno degli attrattori chimici di Justin per farsi convincere. Ormai aveva già deciso che, sposarsi e restare fino alla morte con quel bel fusto, era diventato lo scopo della sua vita.

Quando la parte più avanzata del suo Micelio Primario raggiunse le forti radici di Justin, Spora andò in estasi e le scappò la ► Micoclena, uno spesso strato di tessuto feltroso che  avvolse tutto l’apparato radicale dell’amato.

La Micorriza era finalmente avvenuta

Ora Spora e Justin erano ufficialmente marito e moglie ♥♥.

Senza dover attendere le calende greche, già il giorno seguente Spora confessò a Justin, che un evidente Tallo Settato le si era formato al centro del suo Corpo Vegetativo.

Le era già anche spuntato un piccolo Primordio che nel volgere di poche ore raddoppiò e poi quadruplicò il suo volume.

Il giorno seguente, ai piedi di Justin un graziosissimo Carpoforo brunastro svettava fiero tra le foglie secche, rilasciate a terra dal padre ♥.

A quel grazioso Carpoforo venne dato il nome di Boletus Aestivalis per ricordargli che da lì all’eternità la sua famiglia avrebbe dovuto vegetare e riprodursi nel solo periodo estivo e mai prima dei primi tepori primaverili, pena l’estinzione precoce della specie.

Boletus Aestivalis o Porcino Estatino
Due giovani esemplari di Boletus Aestivalis in bosco termofilo del piano Sub-Montano

Boletus Aestivalis

Ci vollero solo 3 giorni dal Primordio a che il giovane Aestivalis iniziasse a spargere i suoi semi nell’aria circostante.

Spora, concluso il suo dovere in veste di cellula riproduttiva, continuò a vegetare a lungo in veste di Micelio, ben avvinghiata al suo amato Justin che, grazie allo scambio di nutrienti procurati dalla infaticabile colonia fungina nata dall’amata Spora, potette rafforzarsi e vegetare ancora a lungo accrescendo ulteriormente il suo tronco e la sua bellissima chioma.

Aestivalis purtroppo non ebbe lunga vita.

Ancor prima che qualche umano potesse ‘rapirlo’, Aestivalis si ammalò gravemente. Venne colpito da una epidemia di larve che lo camolò. Si indebolì e quasi completamente cavo, gli si spezzò il gambo e ruzzolò a terra.

Venne infine attaccato due voracissime Lumache che in poche ore lo divorarono completamente.

Prima di ritornare materia organica, Aestivalis ebbe però il tempo di riprodursi e di generare una piccola sporata che aiutò ad allargare la Colonia Fungina di famiglia.


L’ora della Nascita e della Buttata

Nella settimana seguente, in quella porzione di bosco tra Ameno ed Armeno, nel territorio di Miasino, si tenne un nuovo procreation party.

Grazie alla pioggia monsonica che generò Aestivalis, spore, endospore e miceli primari ~ secondari decisero, all’unisono, che era giunta l’ora più attesa dell’anno. L’ora della Buttata.

Le piante stapparono le loro radici inondando il bosco di uno speciale Protoplasma afrodisiaco con le bollicine.

Le più sobrie avvedute e prudenti endospore, iniziarono a mettere tutti in guardia dal procreare proprio in quel momento infausto…

«Ma non vi rendete conto che procreare in questo momento è una follia? Là fuori, nel sottobosco ci sono ancora 33°C all’ombra e oggi il termometro ha persino superato i 35°C.

C’è ‘na söcia che disidrata persino le foglie verdi. Siamo in piena bolla calda africana e voi? Voi mi organizzate il Party della nascita? Voi siete pazze! Da legare!»

Così brontolavano, o meglio rampognavano ad alta voce le vecchie e sagge endospore che di cambiamenti climatici ne avevano già visti tanti.

Scenario Climatico infausto

Non avevano torto a crucciarsi tanto.

Solo dei pazzi avrebbero potuto procreare nel bel mezzo di una rovente ► Hot Blob ~ Bolla Calda dell’Anticiclone Africano.

Nel sottobosco tra le Colonie Fungine, si era sparsa la voce che, il Clima del Pianeta si sarebbe fatto sempre più torrido.

Incendi e siccità avrebbero portato all’estinzione intere Colonie Fungine o addirittura intere famiglie di Fungi; entro il 2030 i boschi delle colline ai piedi delle Alpi si sarebbero trasformati in spoglie lande di acide sabbie silicee.

Niente più floride abbuffate di Protoplasma, niente più acque e zuccheri da succhiare dalle simbionti ormai morenti.

Insomma uno scenario davvero drammatico e funesto si materializzava all’orizzonte 😠.

Tra gli abitanti del Regno Vegetale e del Regno dei Fungi si creò un tale pandemonio che ansia, psicosi e trambusto si impossessarono dell’intero bosco.

Il risveglio delle Endospore di Boletu Edulis

Le piante pompavano umidità a tutto spiano attraverso i pori delle proprie foglie. Mettevano l’acqua a disposizione dei Fungi perché continuassero a risucchiare sali minerali, Azoto e  Carbonio dalla lettiera, mettendola poi a disposizione delle piante.

Tutto questo trambusto diede vita ad una tal confusione che persino le vegliarde e sagge Endospore Edulis si ridestarono dal loro lunghissimo letargo.

Tra gli alberi e le Colonie Fungine del circondario si era diffusa la peggior psicosi a memoria di Regno Vegetale.

Così come nella gran parte del Nord Ovest italiano, anche nei boschi del Mottarone era da poco terminata una terribile e turpe epidemia, persino peggiore della «Morte Nera» di Manzoniana memoria, che aveva decimato la gran parte dei Castagni locali.

Un Parassita party si era protratto assai più a lungo del previsto.

Il Cinipide del Castagno e la nascita delle galle sui Castagni

Tutti i castagneti erano stati duramente attaccati da un coleottero portato in zona attraverso ingegnosi apparecchi dotati di ali che potevano sorvolare i Continenti.

Da una terra lontanissima dove gli umani avevano gli occhi a mandorla, era giunto un Parassita molto simile alle locali vespe ma assai più invasivo. 

Galle Cinipide del Castagno
Le Galle del Cinipide Galligeno del Castagno, Una galla gemmale che ospita 2 larve del Cinipide del Castagno Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu – foto: Angelo Giovinazzo

Gli umani lo chiamavano Cinipide del Castagno ma per i soliti colti studiosi era il: Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu.

Una vespaccia irriverente che deponeva le sue uova nelle gemme dormienti dei Castagni.

All’arrivo dei primi calori primaverili i Castagni iniziavano a irrorare di nutriente linfa i propri rami periferici per favorire la germinazione.

Le larve dal Cinipide nutrendosi di linfa, ingrossavano al punto di trasformare le gemme in grosse galle simili ad ascessi pronti ad esplodere.

Cinipide del Castagno
Una galla gemmale che ospita 2 larve del Cinipide del Castagno Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu – foto: Angelo Giovinazzo

A trasformazione avvenuta, le Vespacce bucavano la galla e prendevano il volo, accoppiandosi immediatamente e freneticamente, depositando milioni di altre uova.

I poveri Castagni soffrivano le pene dell’inferno perché la linfa, anziché nutrire e generare il fogliame, nutriva e generava milioni di altri Cinipidi 😠😈


Le Micorrize con erbe ed alberi, nel bosco malato di Castagno

Erano stati anni davvero tristi e bui. Nei boschi di collina nessuna Colonia Fungina riusciva più a sopravvivere.

Qualche sporadico fungo che era riuscito a creare una Micorriza Simbiotica con le alte erbe poteva ancora a vegetare e riprodursi ma, le poche erbe che creavano volentieri Micorriza con i Fungi erano soltanto la Kobresia ed il Poligono viviparo.

Due erbe però poco comuni nei boschi delle locali colline.

Alcune Micorrize si erano create con i Sorbi degli uccellatori o con i Sorbi di montagna ma, dove il bosco ospitava esclusivamente Castagni, le pochissime Colonie Fungine che erano sopravvissute, vegetavano grazie alla Micorriza con qualche cespuglietto di Ginepro o di Brugo.

La Tropicalizzazione dell’Italia

In tutti i boschi regnava la rabbia, lo sconforto, l’avvilimento e la rassegnazione perchè tra l’epidemia del Parassita Cinese e la Tropicalizzazione dell’Atmosfera c’era poco di cuirallegrarsi.

L’arrivo della «bomba d’acqua» diede speranze agli umani che, tutti i giorni si recavano nei boschi a controllare se qualche Endospora si fosse ridestata dal lunghissimo letargo, facendo rinascere Colonie Fungine Edulis

Nei sottoboschi di collina non esistevano purtroppo giovani spore in grado di germinare e di riprodursi.

Da quando le Bolle Calde Africane erano diventate più frequenti, la locale Natura aveva subìto l’ennesimo duro colpo. Si era inceppato persino il delicato regime delle Brezze.

Le Hot Blob o Bolle Calde Africane e l’inceppamento del REGIME DELLE BREZZE

Bolle d’aria calda ristagnavano alle alte quote dell’atmosfera, là dove invece avrebbe dovuto esserci aria fredda o quanto meno fresca.

L’assenza di aria fredda sulle Alpi, impediva che il raffreddamento notturno portasse le fresche brezze di monte verso il piano.

Dall’inizio della primavera, le uniche brezze che soffiavano in collina erano le Brezze di valle, o meglio le roventi Brezze Padane che impedivano anche la formazione di rugiada notturna.

L’inceppamento del regime delle Brezze impediva perciò che, le sporate generate dalle poche Colonie Fungine attive nei boschi di Abete in quota, potessero giungere a valle sospinte dai venti di monte.

Tutte le speranze di rinascita dei boschi del Piano Sub-Montano e del Piano Basale, erano riposte nelle capacità delle vegliarde Endospore. Solo loro potevano far ripartire la vita.

La prima settimana di Settembre 2017

fu davvero memorabile. Centinaia o forse persino migliaia di Endospore Edulis, così come aveva fatto Endospora Aestivalis, si destarono da un lunghissimo letargo.

Nascita Famiglia di Boleti-Porcini
Ed ecco uno dei tanti “rapitori seriali di Carpofori di razza Porcina”. In questa foto, la rapitrice, ha sottratto all’affetto del suo amato Castagno 4 bellissimi giovani Carpofori Boletus Edulis

Alcune Endospore, erano reduci dalle Glaciazioni.

Le più temerarie, avevano persino retto alle eruzioni del vicino Supervulcano che, sbuffando e tremando, aveva messo a ferro e fuoco le terre emerse di una gran parte del Piemonte Settentrionale ricoprendole di ceneri, lapilli o peggio ancora di lave roventi.

Qua e là, le terre emerse si capovolsero. Il Mantello di profondità venne in superficie al posto dalla Crosta Terreste che sprofondando generò enormi colate laviche.

Le lave  avanzando verso il mare contribuirono a creare pianori che negli anni a venire divennero l’attuale Pianura Padana Occidentale.

Nuove Colonie Fungine si formarono, non solo nei boschi misti di Latifoglie ma, finalmente anche nei boschi di Castagno.

Anche Justin volle partecipare al nuovo Procreation Party, ovviamente con il benestare di Spora che non ebbe nulla da obiettare. 

Nei boschi del Mottarone riprendeva la nascita di funghi Porcini

Centinaia di aggraziate e lucide testoline color beige-nocciola iniziarono a sbucare qua e là tra le foglie secche di Castagno.

Alcuni tra i sistemi Ifali-Miceliali più fortunati, sin dal 2016 avevano potuto tornare a rinascere, e ora, anche a prosperare grazie alla fine dell’incubo Cinipide.

Là dove gli apparati radicali dei giovani Castagni erano più sani e forti, intere famiglie di Edulis avevano iniziato a far capolino tra la vegetazione del sottobosco.

Gli Edulis nascevano persino in mezzo a rovi ed erbe che, se non potevano offrire Micorriza, quanto meno riuscivano a trattenere la preziosissima umidità.

Nascita di funghi Boletus Edulis-Porcini
Coppia di giovani Porcini – Boletus Edulis – foto: Giovanni Cioffi

In piena ondata di calore e con immenso stupore da parte degli umani, la gran parte del mese di Settembre regalò agli irriconoscenti umani centinaia o persino migliaia di Carpofori sottratti al loro compito riproduttivo.

La psicosi del Global Warming, ma soprattuto per l’Ozono, sempre più presente anche nel sottobosco, aveva indotto le Endospore Edulis a destarsi dal loro atavico letargo, prima che fosse troppo tardi.

Lo stesso fecero Endospore di molte altre Boletacee che ripresero la propria nascita dopo lunga assenza tra i Castagni.

Persino Galletti e Piede di Capra tornarono a prosperare dopo che alcuni umani avevano persino perso memoria della loro esistenza in zona.


Conclusione

La fine dell’estate 2017 rimarrà negli annali dei fungi, non tanto per la quantità di carpofori rapiti da umani, o divorati da lumache, roditori, cinghiali e ungulati, perciò sottratti al loro compito riproduttivo, quanto per l’insperato ritorno nei boschi dei fungi e dei loro figlioli Porcini.

Justin e Spora vegetano e prosperano ancora, in attesa delle prossime stagioni propizie.

Le Endospore Edulis insieme con tutte le Colonie Fungine che hanno messo al mondo, hanno da poco bloccato il proprio metabolismo, curiose di capire se il prossimo anno sarà propizio per qualche nuova nascita di colonie o funghi Porcini.

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 Bibliografia:

►[ Rambelli A., Pasqualetti M., Nuovi Fondamenti di Micologia, Milano, Jaca Book 1996 |  Govi G., Introduzione alla Micologia ]

Alcune puntualizzazioni :

► La tempistica del racconto, ovvero le date, si riferiscono ad avvenimenti Meteorologici reali basati sulle banche dati Meteorologiche del vicino Osservatorio Meteorologico di Oropa-Biella.

Gli anni 1928, 1929 e 1930 furono effettivamente anni caldissimi e facilmente paragonabili agli attuali, così come i ’50 e ’60 furono altrettanto freddi.

Il Riscaldamento Globale del Pianeta, diede i primi segnali durante l’inverno 1981. Quello fu l’anno del forte vento con assenza di nevicate sulle Alpi italiane. 

Per convenzione Internazionale si ritene però che il Global Warming sia iniziato nel 1982.

Il nome “Porcino” deriva effettivamente dal nome Romano Suillus.

Le endospore sono effettivamente spore che sono venute al mondo decine, centinaia o forse addirittura migliaia di anni orsono ◄

Ultima revisione/aggiornamento dell’articolo in data 15/12/2017

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