Fungo Porcino in bosco misto di Abete e Faggio

Lo sapevi che una pesante siccità può favorire importanti buttate di funghi, soprattutto di funghi Porcini?

E’ accaduto nelle scorse stagioni calde, in aclune aree alpine ma potrebbe accadere ovunque nei prossimi anni di Riscaldamento Globale del Pianeta

FUNGHI | DIDATTICA

QUANDO CALDO E SICCITÀ FAVORISCONO LE BUTTATE DI FUNGHI PORCINI, ANZICHÉ INIBIRLE.

É già accaduto nell’anno in corso, ma potrebbe accadere con sempre maggior frequenza nei prossimi anni, caratterizzati dal Riscaldamento Globale del Pianeta; un argomento di cui non si può non parlare quando si discute di buttate dei funghi e di crescente siccità.

Documentandomi in materia, ho scoperto che, non sempre quello che si è ritenuto esser il miglior clima per le buttate di funghi, può necessariamente favorire la nascita dei “carpofori“, ovvero i funghi che noi raccogliamo e consumiamo.

TEMPORALI ESTIVI E ‘HOT BLOB’ LE BOLLE CALDE AFRICANE ☀⛈

La necessità di far chiarezza sulle buttate di funghi, è nata alla fine di una strana estate 2017 quando, sulle Alpi Settentrionali sono giunti i primi temporali estivi con buoni apporti di pioggia che, dopo un lungo periodo di siccità, nel Verbano-Cusio-Ossola e Valsesia, hanno persino superato i 200 millimetri.

All’indomani di questi temporali c’è stata euforia tra i ‘fungiatt’ ma poi, l’arrivo delle solite “bolle d’aria calda africana“, le cosiddette ‘Hot Blob o Anticicloni Africani, con temperature diffusamente oltre i 35°C al piano e persino prossime ai 30°C in bassa montagna, ha gelato gli animi e ridotto l’euforia in scetticismo e pessimismo.

► ☀ Approfondisci l’argomento Hot Blob o Anticiclone Africano e Tropicalizzazione dell’Italia in questo mio articolo: Italia Tropicale funghi al palo. Meteogiugliacci ti può indicare che differenza passa tra l’Anticiclone delle Azzorre e l’Anticiclone Africano.

CALDO ECCESSIVO: IMPOSSIBILE CHE NASCANO FUNGHI ☀ 🍄?

Ma torniamo all’estate 2017… I più pessimisti ci scrivevano che sarebbe stato impossibile che: «un simile caldo può far nascere funghi», eppure così non è stato!

Dopo i canonici 7 o 10 giorni appresso alle piogge, non sono mancate le prime timide buttate.

Nascite quasi insperate. Non dappertutto ovviamente, ma soltanto là dove l’umidità si era ben conservata, lontano dal sole rovente e dal vento secco favonico.

Dapprima timide nascite, poi vere e proprie buttate di funghi Porcini come non le si vedeva da anni.

Intere famiglie di funghi Porcini che nascevano insieme, in barba al caldo ed alla siccità.

Un po’ come succede nel nostro Sud Italia quando, sui Social vediamo foto di raccolte di cassette o carriole di funghi trovati sui monti della Sila, Pollino, Aspromonte, Appennino Lucano o in Sardegna.

► leggi ANDAR PER FUNGHI IN ITALIA

NUOVI FONDAMENTI DI MICOLOGIA e le buttate di funghi 📒

Per capire qual è lo strano meccanismo che favorisce le improvvise buttate di funghi, in sincronia e in abbondanza, ci vengono in aiuto gli autori, Angelo Rambelli e Marcella Pasqualetti che, nel libro “Nuovi Fondamenti di Micologia” ci spiegano alcuni concetti fondamentali.

Rambelli e Pasqualetti nel libro NUOVI FONDAMENTI DI MICOLOGIA ci dicono che:

disegno libro« Sono diversi i fattori che influenzano la forma della futura Colonia, rimanendo nel campo dei Saprofiti, una distinzione importante è quella che si può fare tra colonie che si sviluppano su residui vegetali di ambienti aridi e di ambienti umidi.

In questi ultimi i funghi colonizzatori della Lettiera sono favoriti dal quantitativo di acqua presente nel substrato in quanto dotato di una migliore solubilizzazione delle sostanze nutritive.

Su quest’ultimo substrato avviene un assorbimento più facile dei nutrimenti e quindi uno sviluppo ifale più rapido, sono più attivi i processi enzimatici, ed in definitiva si ha la formazione di una colonia più grande, ma generalmente anche con i bordi meno definiti ed una densità delle strutture riproduttive più bassa ».

In un sottobosco assai umido (dove si realizzano le condizioni ambientali migliori per la nascita dei Porcini, con temperature mai sotto i 14°C di minima e mai superiori ai 24° di massima, con umidità relativa dell’aria costantemente sopra l’80% ed assenza di vento), si forma una Colonia fungina più estesa e più sana ma si ha anche una densità di strutture riproduttive più bassa

Le strutture riproduttive

Naturalmente sono i cosiddetti CARPOFORI, ovvero i contenitori dei “semi” nel nostro caso delle SPORE, ovvero i FUNGHI CHE NOI RACCOGLIAMO.

La ragione della densità di strutture riproduttive più bassa è che una Colonia Fungina che gode di ottima salute, si limita a produrre strutture riproduttive al minimo delle necessità, se la Lettiera e se la sostanza organica e la Rizosfera (dove vegetano le radici capillari e superficiali delle piante Simbionti) sono ottimali e ricche di nutrienti facilmente assimilabili.

Nell’articolo COME NASCE UN FUNGO PORCINO, ho anche spiegato che:


uno dei motivi che spinge la Colonia Fungina ad aumentare le strutture riproduttive è la necessità di oltrepassare, attraverso l’emissione di Spore, un tratto di humus diventato inospitale, perché ricco di Cataboliti, ovvero sostanze di scarto del metabolismo delle sostanze nutritive (leggi: la cacca dei funghi).

ALTI E BASSI CLIMATICI

Continuano Rambelli e Pasqualetti informandoci che:

disegno libro« Per le stesse ragioni in ambienti asciutti o aridi lo sviluppo (della Colonia Fungina) è più lento, si formano quindi colonie più piccole, più regolari con bordi molto bene delimitati e con una più alta densità delle strutture riproduttive.

In generale potremmo addirittura affermare che i condizionamenti negativi stimolano nel fungo i processi riproduttivi.

Questo fenomeno si ricollega facilmente alle necessità del fungo di assicurare la propria sopravvivenza in situazioni ambientali più critiche ».

Riassumendo ► sulle buttate di funghi

Tanto più è critica la situazione climatica ed ambientale, con vento, siccità e sole rovente da Anticiclone Africano, tanto più aumenta la necessità da parte della colonia fungina di riprodursi spasmodicamente affinché la colonia non muoia e si esingua.

buttate di funghi Porcini
Una tra le piu belle immagini di buttate di funghi Porcini. Una intera famiglia in bosco di Faggio – photo: Damiano Bovio


IL CINIPIDE GALLIGELO DEL CASTAGNO. UNA PIAGA IN PIÚ

Durante gli anni passati, a minacciare la sopravvivenza delle colonie fungine c’è stata anche la malattia del Castagno, ovvero l’infestazione da parte del Cinipide Galligeno Dryocomus Kuriphilus YASUMATSU.

galle-cinipide-castagno-siccità
Le inconfondibili “galle”, rigonfiamenti che ospitano le larve del Cinipide del Castagno, responsabile della siccità del sottobosco così esposto ai roventi raggi solari

I boschi sono entrati in sofferenza.

Troppi raggi solari roventi non attenutati dalle coperture fogliari hanno mal ridotto l’humus e la Rizosfera.

Molte Ife e molti Miceli sono morti o si sono quasi estinti.

Non appena si sono ricreate piccole condizioni ambientali-climatiche migliori, giusto un cenno, ed ecco che, spasmodicamente sono iniziate buttate di funghi degne degli anni migliori.

Lo scopo di queste nascite quasi insperate?

La sopravvivenza della specie, il mantenimento della colonia fungina.

l’estremo tentativo da parte dei funghi di cospargere il terreno di Spore per la formazione di future nuove colonie.

Amici prendiamo atto che, probabilmente là dove fino ad oggi non si sono avute buttate di funghi a causa delle avverse condizioni climatiche, potremmo avere simpatiche sorprese a intermittenza, ora sì, ora no.

Cenni di nascite, alternate poi a vere e proprie buttate di funghi, ma anche di funghi Porcini, in barba alla siccità.

É quanto sta accandendo in questo inizio inverno 2017 che sta’ ancora regalando buttate di funghi Porcini (Aereus o Bronzini) o Leccini Lepidum, in alcune regioni Mediterranee quali la Sardegna e la Calabria (qua sono ancora reperibili anche i Porcini Edulis invernali).

Puoi approfondire l’argomento dei funghi invernali in questi due articoli:

ANDAR PER FUNGHI IN INVERNO | I FUNGHI INVERNALI DELL’ALTO PIEMONTE

Nel racconto COME NASCE UN FUNGO PORCINO, ho voluto goliardicamente inserire le cosiddette Endospore.

Spore fungine anziane, a volte centenarie, il cui compito è quello di garantire la sopravvivenza dei funghi anche in presenza di sconvolgimenti climatici o ambientali.

Ere glaciali, eruzioni vulcaniche, incendi e tutti gli altri grandi cambiamenti che hanno caratterizzato il nostro pianeta.

Sarà probabilmente compito delle Endospore, regalarci le future buttate di funghi o persino le prossime buttate di funghi Porcini, in presenza di condizioni climatiche sempre più proibitive.

Potrebbero interessarti anche questi altri articoli:

Morchelle o Spugnole: dove cercarle

Marzo: tempo per Verpe e Morchelle

Italia Tropicale, funghi al palo, prima parte

[ Bibliografia: A. Rambelli, M. Pasqualetti, Nuovi Fondamenti di Micologia, Milano, Jaca Book 1996 ]



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